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Lucca

La sfida di Lorella: «Macché crisi, le edicole sono vive» - Video

Barbara antoni
La sfida di Lorella: «Macché crisi, le edicole sono vive» - Video

La titolare della N. 13 (al Carrubi) in via Puccini a Sant’Anna: «Oggi lavoriamo più di prima». Tre, racconta, i segreti per migliorare: «Essere multitasking, offrire servizi vari, avere una buona posizione»

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LUCCA. È stufa di sentirsi ripetere come un mantra sempre la stessa frase: che le edicole sono in crisi, che i giornali non hanno più mercato, che la carta stampata è in progressivo declino. No. Lorella Berti (nella foto di Fiorenzo Sernacchioli), titolare dell’edicola N.13, al civico 13 (appunto) di via Puccini a Sant’Anna, vicino alla chiesa (conosciuta anche come “il Carrubi”, dal nome del precedente e storico gestore dell’esercizio), vuole esprimere pubblicamente il suo dissenso. Semplicemente raccontando la sua esperienza, ultraventennale, di edicolante impegnata, sempre attenta ai bisogni e alle richieste dei clienti, ma anche ai tempi che cambiano, alle economie in perenne trasformazione.

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«“Le edicole sono in crisi”. Me lo sento dire molto spesso dalle persone che entrano in negozio - racconta la signora Lorella - . Voglio dirlo una volta per tutte: questo discorso non è assolutamente vero. Negli ultimi anni c’è stato un cambiamento epocale nell’economia. Ma stiamo attenti: cambiamento, non crisi. È internet che ha portato il cambiamento nelle nostre vite e nelle nostre abitudini. E per quanto riguarda le edicole, internet ha dato luogo a una selezione naturale, ha determinato un passaggio. Quelle edicole, magari piccole, come i vecchi chioschi, che vivacchiavano, adesso non ce la fanno più e chiudono. Ma chi rimane, come noi, lavora di più, lo posso testimoniare anche con i bilanci della mia attività. Sentirmi sempre ripetere che c’è la crisi “perché lo ha detto la televisione” non mi va più, mi fa proprio rabbia. Dal pensiero comune sembra che siamo tutti morti: invece no, la selezione che si è verificata fra gli operatori come noi, ha determinato che chi lavora bene va avanti oggi meglio di prima». Chiaro e tondo, Lorella Berti ci tiene a esprimere il suo pensiero. Per lei, sentirsi etichettare come “morta” professionalmente parlando, è improponibile, inaccettabile: un’offesa alla passione con cui affronta giorno dopo giorno il suo lavoro, all’entusiasmo che non le fa sentire il peso della fatica, all’impegno a migliorarsi sempre.

«Ho rilevato questa edicola nel 1997 - racconta ancora Lorella -. Abito a Nave e prima ancora di gestire questa edicola, ne ero cliente. In casa mia, il quotidiano c’è sempre stato, mio padre lo comprava tutti i giorni; in casa nostra c’è sempre stata la cultura dell’informazione. Mi piaceva questo negozio. E mi piace ancora oggi, amo molto stare anche a contatto con il pubblico».

Lorella nasce, professionalmente, come imprenditrice; proviene da una nota famiglia lucchese di commercianti: la famiglia Berti che possedeva un conosciutissimo negozio di arredamenti della Sarzanese. Edificio poi ceduto al Mercatone, come l’area dell’attuale Coop di Sant’Anna. Una commerciante con il pallino dell’editoria, che da ventitrè anni a questa parte arriva in negozio alle 6,15 e vi rimane fino alle 13,30; rientra alle 15,30 e conclude la sua giornata alle 19,30.

«È vero - non nasconde Lorella -, la vendita dei quotidiani ha subìto un calo negli ultimi anni, quando alla carta stampata si è aggiunta l’informazione online. Ma altri settori, come il fumetto, le riviste specializzate e le riviste di gossip sono tutto fuori che calati nelle vendite. Il fatto è che un edicolante deve essere attento alle esigenze del cliente, alle rese, all’eventualità di arricchire la sua edicola con altri servizi».

La signora Berti infatti ha scommesso anche in questo senso, trasformando la sua edicola in un esercizio multiservizi, con la possibilità anche di pagare bollettini. L’edicola N.13 di Sant’Anna inoltre è anche rivendita di tabacchi, ricevitoria, vende pure piccoli giocattoli e una selezione di libri. Per lei la ricetta della longevità e soprattutto del miglioramento della sua attività, sta sostanzialmente in tre orientamenti strategici. «L’edicola - dice - oggi deve essere multitasking, deve avere una buona ubicazione e deve offrire servizi vari alla clientela».

E poi un elemento da non sottovalutare nel fascino esercitato dalla carta stampata e nel suo ruolo rispetto a quello dell’informazione che si trova, a vario titolo e in varia qualità, sulla rete. «Il giornale di carta offre molto di più rispetto all’informazione in internet - afferma convinta la signora Lorella -. Le notizie sono più approfondite e sono stampate su carta. E la carta si tocca, è un materiale sensoriale. Al contrario, l’informazione su uno schermo di computer o di telefonino è usa e getta: la leggi e scompare, la carta invece rimane». Potrà sembrare anacronistico, pensando all’età del lettore medio dei giornali cartacei, il commento successivo di Lorella Berti: «Qui nel mio negozio - rivela infatti - entrano anche giovani clienti, sui trent’anni, e anche loro, più volte, mi hanno riferito di preferire i giornali cartacei per informarsi perché la carta rimane, si tocca, profuma. Il computer è freddo». E nei giornali di carta le persone cercano qualcos’altro oltre alla notizia secca. «Cercano un sostegno, uno strumento per capire - spiega Lorella -. Oggi la gente vive di paure. Quando una persona trova in un giornale la possibilità di affrontare meglio un problema, ad esempio di tasse, di utenze da pagare, lo acquista molto volentieri. Piacciono molto le guide. Oltre che naturalmente i racconti dei fatti, specialmente di cronaca nera. E il gossip, quello piace eccome».

«Basta con la brutta e cattiva pubblicità - conclude la signora Lorella - che ci dà tutti per finiti. Io, personalmente, sono molto contenta della mia attività e anzi, come ho detto, lavoro oggi più di prima. Il cambiamento che c’è stato abbiamo cercato di usarlo per gli effetti positivi che ha portato con sé». 


 

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