Gioco
Il sabotaggio al San Luca per il profilattico nella mela rimarrà un mistero
Lucca, nei giorni scorsi il magistrato ha presentato al gip la richiesta di archiviazione
LUCCA. I carabinieri della pg incaricati dal sostituto procuratore Enrico Corucci di fare piena luce sul misterioso sabotaggio al San Luca, dopo il sequestro del piatto con il corpo del reato, hanno sentito dipendenti in servizio in quel reparto e hanno controllato attraverso il servizio di videosorveglianza interna. Ma non è emerso niente che potesse portare al nome di chi - il 27 settembre 2019 - ha sistemato un profilattico srotolato e seminascosto nella mela cotta che è stata servita nel pasto serale ad una degente di sessant’anni ricoverata al nosocomio lucchese e che avrebbe dovuto consumare a fine pasto. E così la procura - che aveva aperto un fascicolo di atti relativi con conseguente iscrizione della notizia di reato nell’apposito registro delle persone ignote - non ha potuto far altro che arrendersi all’evidenza. Nei giorni scorsi il magistrato ha presentato al gip la richiesta di archiviazione. A opporsi, eventualmente, potrebbe essere proprio la paziente del reparto Obi (osservazione breve intensiva) che avrebbe subito il danno morale).
La scoperta, avvenuta poco dopo le 19 di venerdì 27 settembre mentre la paziente stava consumando la cena, andava ad aggiungersi alla vicenda del pane con evidenti tracce di muffa nella cena dell’8 settembre finito nel vassoio di alcuni pazienti del nosocomio. La denuncia dell’Asl quindi resterà senza una risposta. E l’azienda sanitaria - che voleva capire se c’era qualcuno all’interno o all’esterno della struttura ospedaliera che stava compiendo atti di sabotaggio per screditare il buon nome del nosocomio - resterà con il dubbio. Nessuna telecamera - come invece accade per la sabotatrice dei bagni allagati al San Luca - ha immortalato il colpevole.
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