Attenzione
Vertice Provincia–Enel per la strada “scomparsa”
Ancora impossibile da quantificare il danno della distruzione su via di Arni e adesso si chiedono verifiche anche sulle altre strutture idrauliche della Valle
CAREGGINE. Il danno è enorme, talmente grave che al momento è impossibile fare una stima dei danni. Ci vorranno mesi di lavoro per riaprire la Provinciale 13. E se la causa diretta della voragine aperta su via di Arni è stata individuata nella rottura di una conduttura dell’Enel (con una massa d’acqua che, come un proiettile, è scesa lungo il declivio travolgendo e distruggendo quel che ha trovato sul percorso, strada compresa), adesso occorre capire la causa indiretta. Ossia: perché c’è stata quella rottura?
Da questa domanda arriva una seconda considerazione: di condotti del genere è piena la Valle, e la preoccupazione, a questo punto, è che un episodio del genere (che solo per una serie di circostanze fortunate stavolta non ha coinvolto delle persone) possa ripetersi.
Anche di questo aspetto si è parlato ieri nel tavolo tecnico tra Provincia ed Enel. Una riunione in cui si è parlato di una bonifica in tempi ragionevolmente brevi del movimento franoso e della progettazione del ripristino viario; delle ispezioni con droni sia nella zona esterna dell’area interessata, sia all’interno della galleria che unisce la diga di Isola Santa con la centrale di Torrite, per le verifiche di sicurezza e di definizione del quadro conoscitivo; e dell’avvio da parte della Provincia delle procedure di risarcimento. All’incontro a Palazzo Ducale hanno preso parte la dirigente dell’ufficio tecnico provinciale Francesca Lazzari con i tecnici del servizio viabilità e protezione civile, il consigliere provinciale con delega alla viabilità della Garfagnana Andrea Carrari, il geologo (consulente della Provincia) Mauro Allagosta, Emiliano Maratea degli Affari Istituzionali di Enel, Gino Bianchi e Luca Dal Canto di Enel Green Power.
Da quanto riferito dai rappresentanti di Enel, la causa dello sversamento di acqua dalla galleria dovrebbe essere stata (sono tuttora in corso le verifiche e altre ne seguiranno nei prossimi giorni) un guasto di un cosiddetto “passo d’uomo”, ossia un punto di accesso alla galleria di derivazione.
«Da parte di Enel – si legge nella nota della Provincia – c’è la massima collaborazione e trasparenza su tutti i fronti: sull’operatività del tavolo tecnico; sulle procedure risarcitorie; sull’accertamento delle cause del guasto; nonché sulla disponibilità di consulenze professionali specifiche per la migliore progettazione possibile delle opere di ripristino della viabilità pubblica. L’entità degli effetti del danno sulla strada provinciale e sui versanti non sono al momento finanziariamente quantificabili proprio perché sono ancora in corso le verifiche e gli accertamenti, e c’è ancora parecchio materiale da rimuovere sugli stessi versanti e sulla sede stradale».
E poi il capitolo altre condutture: «La Provincia, proprio sulla scorta di quel che è accaduto ad Isola Santa, ha chiesto a Enel una mappatura sulle infrastrutture idrauliche presenti sul territorio non solo nell’ottica di ottimizzare le procedure di intervento in casi come quello di Isola Santa, ma anche per poter inserire gli elementi del report nei piani di protezione civile. Enel ha precisato che tutte le opere sono costantemente monitorate e controllate secondo procedure interne, i cui esiti sono comunicati annualmente al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti».
Le prossime sedute del tavolo tecnico serviranno soprattutto per avviare la progettazione e, poi, la gara di appalto per i lavori. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
