Sicurezza
«Ci spero nella giustizia ma lui non potrà più patteggiare, non c’è più»
lucca. «La mattina del 3 febbraio di due anni fa Andrea era qui a lavorare con me...». Fiorella Checchi, mamma del giovane morto a 21 anni investito da un’auto pirata in Darsena a Viareggio, guarda la foto del figlio appesa in una delle pareti del “gabbiotto” del distributore di benzina di cui è proprietaria a Pontetetto. È una delle ultime foto di Andrea: un selfie che si era scattato mentre si trovava in macchina con lei pochi giorni prima di morire. «Sembra che mi guardi in questa foto - racconta - l’abbiamo trovata nel suo cellulare e ingrandita. Questi per noi sono giorni ancora più difficili. Quest’anno abbiamo deciso di non far celebrare nemmeno la Messa perché ci fa stare ancora più male. Ieri (ndr, due giorni fa) siamo andati in Darsena a portare dei fiori nel punto in cui Andrea è stato investito. Preferiamo ricordarlo così». I pensieri della donna vanno alle ultime ore trascorse con lui. La sera di sabato 3 febbraio 2018 Andrea era uscito di casa tardi per andare a Viareggio con i suoi amici. «Dopo aver lavorato - racconta Fiorella - era tornato a casa con me e aveva dormito tutta la sera. Si era svegliato a mezzanotte. Io e mio marito gli avevamo lasciato la cena e poi, dopo aver mangiato, mi aveva detto: “Mamma, in attesa che arrivino i miei amici a prendermi fumo una sigaretta fuori”. Io gli dissi: “No dai, stai in cucina che fuori è freddo e poi apro la porta per far arieggiare”. Parlammo del più e del meno e poi gli dissi: “Fai a modo stasera”. Lui mi rispose: “Mamma, sei tu che devi fare a modo”». Poi un riferimento all’iter giudiziario: «Io ci spero ancora nella giustizia, lui ne ha diritto, lui non può più patteggiare con nessuno. Lui non esiste più». —
F.S.
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