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Palazzo Pretorio, la facciata è a rischio «Degrado diffuso, possibilità di crolli»

Palazzo Pretorio, la facciata è a rischio «Degrado diffuso, possibilità di crolli»

L’allarme del Provveditorato delle opere pubbliche dopo la caduta di alcune pietre nel dicembre scorso

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lucca. Impossibile non vedere la rete verde proprio davanti uno dei punti principali per il ritrovo dei lucchesi in centro storico, sotto palazzo Pretorio, davanti all’ingresso del loggiato e allo sguardo della statua di Matteo Civitali. È stata collocata dopo che il 13 dicembre dello scorso anno, in una giornata di forte pioggia, alcuni calcinacci caddero dalla facciata dell’immobile di proprietà del Demanio che ospita (con ingresso da via Vittorio Veneto) l’Autorità di bacino dell’Appennino settentrionale e l’ufficio relazioni con il pubblico della prefettura.

Il punto non è tanto che questo “blocco” sia presente lì da più di un mese, quanto il tempo che ancora potrebbe rimanere sul posto: la situazione della facciata di palazzo Pretorio - senz’altro uno dei più conosciuti di Lucca, anche per la sua posizione centralissima - è tutt’altro che rassicurante. Al punto che potrebbero verificarsi ulteriori crolli «non prevedibili nel tempo».

La frase tra virgolette è riportata dal verbale di somma urgenza stilato due giorni prima di Natale dal Provveditorato alle opere pubbliche, l’organismo del ministero delle infrastrutture che si occupa degli interventi sugli stabili demaniali. «Lo stato di degrado dei cornicioni è diffuso per tutta la facciata - scrive il tecnico incaricato nel verbale - tanto che non può escludersi il pericolo di crollo di altri elementi lapidei».

Il documento prova anche a dare una spiegazione di questa situazione. Che lascia molto amaro in bocca, per la mancata cura di un bene così prezioso per tutta la città: «La causa che ha portato alla situazione di degrado presente è la mancanza di interventi programmati di manutenzione sia ordinaria che straordinaria. Si tratta di un degrado lento che può portare a crolli differenziati e non prevedibili nel tempo: la pietra si sfoglia e la sua resistenza si riduce fino ad annientarsi e cadere al suolo». Dunque: non è mai stata fatta una vera manutenzione e questo ha portato a una situazione che mette a repentaglio anche la sicurezza dei cittadini, al punto che è stato necessario interdire la zona immediatamente sotto alla facciata.

L’urgenza della situazione di palazzo Pretorio ricorre anche nel carteggio fra l’Autorità di bacino, provveditorato alle opere pubbliche e Soprintendenza di Lucca: quest’ultima, infatti, è chiamata a rilasciare le autorizzazioni che riguardano un bene che fa parte del demanio storico-artistico.

Qualche anno fa per palazzo Ducale ci fu un interessamento da parte di Comune e Provincia, che fecero richiesta per ottenere l’immobile, ma senza che la pratica abbia poi avuto alcun esito. In particolare, la Provincia avrebbe puntato a realizzarvi l’ufficio di rappresentanza della prefettura (e successivamente anche quelli propri e del Comune), liberando così il piano nobile di palazzo Ducale. Ma, anche a causa della farraginosità della normativa, il progetto è rimasto lettera morta. E i risultati, oggi, sono sotto gli occhi di tutti. —

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