Il Tirreno

Lucca

l’affondo di girolamo deraco 

«Lucca apprezzi di più i “suoi” musicisti»

Rossella Lucchesi
«Lucca apprezzi di più i “suoi” musicisti»

Grande successo per il compositore con “Universo Oceano” «Ottengono consensi all’estero ma qui vengono snobbati»  

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Grande successo del compositore Girolamo Deraco in Paraguay, per l’esecuzione del dittico operistico Universo Oceano. L’evento si è svolto recentemente nella capitale, al Gran Teatro José Asunciòn Flores col tutto esaurito e una standing ovation finale del pubblico. Due opere moderne, brevi ma intense ed emozionanti, di circa 80 minuti ciascuna. “Universo” in prima esecuzione assoluta e “Oceano” in seconda replica, dopo il debutto di giugno. Entrambe le opere si concentrano sul tema della migrazione umana, sebbene in forma diversa. Mentre la prima è un viaggio immaginifico nello spazio che testimonia l’estinzione dell’Uomo sulla Terra, dove si tornerà per recuperare la più grande memoria artistica dell’umanità, ovvero la musica, la seconda - che trae spunto dal romanzo di Edmondo De Amicis “Sull’Oceano” ed è composta in collaborazione con lo scrittore Giuseppe Nicolò - è invece un omaggio agli emigranti italiani che a fine ’800 lasciavano la loro Patria verso il sud America. Magistrali le interpretazioni del soprano Alejandra Meza, del mezzosoprano Gabriela Arias, del tenore José Mongelos e del baritono Mathias Barranco, accompagnati dall’Orquestra sinfònica del Congreso nacional del Paraguay e dal coro Asunciòn Lirica diretti da Diego Sànchez Haase. La regia dello spettacolo - organizzato da Cluster con il supporto di Stefano Teani - è firmata da Deraco, mentre la voce recitante è quella del critico d’arte Maurizio Vanni. Deraco è nato in Calabria ma vive a Lucca. Il diploma in composizione conseguito all’istituto Boccherini gli ha spalancato le porte del successo e adesso è tra i giovani musicisti più apprezzati. Ha raccontato la gioia dopo l’esecuzione delle due opere che spera di poter portare anche a Lucca «dove - commenta - vige il nemo propheta in patria. È accaduto anche a Giacomo Puccini (per carità non intendo paragonarmi a lui), ma credo che la città dovrebbe apprezzare di più il lavoro dei suoi musicisti che, come me, ricevono forti consensi all’estero, mentre qua vengono snobbati e costretti a emigrare per farsi conoscere. A livello nazionale le cose non cambiano - aggiunge - perché lo Stato non investe sui giovani. La fortuna mi ha assistito per la rappresentazione di Universo Oceano in Paraguay, ma solo per una serie di circostanze. Questa non dovrebbe essere un’eccezione, conclude, le nostre istituzioni devono muoversi per valorizzare i giovani talenti che domani potranno scrivere pagine importanti della storia e della cultura italiana». —

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