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L’ex dirigente Daniele si candida a sindaco

Nicola Bellanova
L’ex dirigente Daniele si candida a sindaco

Guiderà una coalizione opposta a quella di centrosinistra «Ma non faccio scelte di partito. E non mi ripresenterò»

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COREGLIA. Ormai è praticamente ufficiale: Giorgio Daniele, ex dirigente comunale durante i mandati dei sindaci Remaschi, Funai, Amadei, sfiderà il candidato sindaco del centrosinistra per la corsa a sindaco, nelle prossime elezioni comunali. Era nell'aria, dopo mesi di polemiche e frecciatine partite dalla soppressione de “Il Giornale di Coreglia”. E adesso è pronta una lista civica che raccoglierà tutti gli scontenti delle amministrazioni uscenti: «Non è solo una questione di etica, di stile, di forma ma è prima di tutto di sostanza - spiega -. E la mia scelta è stata ponderata, sofferta ma, alla fine la passione ha avuto la meglio sulla ragione».

Sarà una candidatura “fluida”, non legata a etichette politiche, ma che va oltre i partiti: «Ho due punti fermi: il primo è non assumere una collocazione politica di parte, in altre parole di aderire ad un partito, la seconda, che il mandato sarà a termine, ovvero fra cinque anni tornerò a essere un cittadino qualunque. Sono critico sull’impegno civico che diviene una carriera senza soluzione di continuità. Spesso l’ambizione di un secondo mandato, innesca meccanismi di consenso che possono sviare da ciò che sarebbe più opportuno fare».

E da questo messaggio parte un attacco sibillino alle ultime gestioni delle giunte guidate dal Pd: «Il nostro Comune da troppi anni è come ingessato sotto una cappa politica che, pur rinnovandosi nelle persone, non ha mai avuto discontinuità, naturalmente a mio parere, con una guida diciamo così, sovra personale, alla quale appiattirsi. Il nostro Comune, spesso sulla stampa, sui media, sui social è rappresentato più dal “patron” che dal sindaco. Questi ultimi anni e non solo gli ultimi cinque, la figura del sindaco quale guida unica e certa della comunità, non ha brillato di luce propria anzi, si è sottratta quasi sempre ai confronti pubblici, ai dibattiti di più ampio respiro che hanno interessato la nostra Valle: sanità, ambiente, sviluppo socio-aggregativo, nuovo impianto sportivo, palazzo Nuti. Una girandola di nomine, dimissioni, tanto di assessori che di consiglieri, senza mai un dibattito, una spiegazione, un perché credibile. Sia chiaro, quando parlo di “patron”, mi riferisco agli articoli apparsi sulla stampa, nel solco del significato letterale».

E pensare che si potrebbe proporre una clamorosa sfida proprio con il “patron”, da identificare nell'assessore regionale Marco Remaschi. Il quale,sollecitato da società civile e partiti di centrosinistra, non ha ancora sciolto la riserva. —

Nicola Bellanova

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