Il Tirreno

Lucca

il progetto contestato 

Aggiudicati i lavori per l’ex Steccone I cantieri potrebbero aprire in primavera

L.C.
Aggiudicati i lavori per l’ex Steccone I cantieri potrebbero aprire in primavera

A vincere la gara di appalto un’associazione fra un consorzio napoletano e una coop siciliana: ribasso del 26%

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lucca. Può partire il cantiere più contestato. Quello per realizzare la cosiddetta “piazza coperta” nell’area ex Gesam fra via Nottolini e via Consani. Per intenderci la zona dell’ex Steccone. Quella sulla quale il Comune, grazie ai fondi Piu, vuole realizzare la cosiddetta piazza coperta.

Due giorni fa Erp - che è stato incaricato da Palazzo Orsetti di gestire la realizzazione degli interventi nei quartieri - ha sancito l’aggiudicazione della gara di appalto che era stata bandita la scorsa estate, per una base di 4.280.000 euro. Ad aggiudicarsi l’appalto una associazione di impresa composta da Research consorzio stabile con sede a Napoli e dalla società cooperativa Caec di Comiso, in provincia di Ragusa. Hanno vinto la concorrenza do altri quattro gruppi all’interno dei quali c’erano società importanti della nostra zona, da Gba costruzioni a Del Debbio fino a Varia. Per riuscirci hanno offerto un ribasso sulla base di quasi il 27%, scendendo dunque a poco meno di 3 milioni.

Per il contratto bisognerà aspettare, a termine di legge, 35 giorni, cioè il prossimo 5 marzo. È quindi comunque ipotizzabile che i cantieri possano aprire in primavera.

A dare la cifra al progetto è una grande tettoia: al di sotto ci sarà un edificio in vetro di circa 100 metri quadri che - si legge nella relazione tecnica - «nasce dall’esigenza di avere un ambiente chiuso climatizzato che si incarichi di ospitare una serie di funzioni sia stabili che temporanee». Questo edificio sarà articolato su due piani. A quello terreno ci sarà uno spazio libero, da "dividere" grazie a una serie di pareti mobili. Il primo piano, invece, si orienta «verso una funzione di piccolo centro ristoro con una bancone di servizio e una sala a servizio dell’utenza. Questo tipo di funzione si estende anche alla grande terrazza di affaccio sulla piazza». Ci sarà poi un parcheggio sotterraneo per automobili e ciclomotori.

Tutte previsioni che non convincono per niente (eufemismo) i componenti dei comitati che a San Concordio si battono contro il progetto. E che, qualche mese fa, fecero volare dei palloncini all’altezza di 16 metri, la stessa che sarà raggiunta dalla tettoia. Non solo. Gli attivisti contestano anche il fatto che il cantiere cancellerà di fatto i resti dello storico porto della formica.

Anche il parcheggio sotterraneo viene messo nel mirino: si contesta infatti la volontà di recuperare a tutti i costi quello che viene chiamato il “cassone interrato”, reduce dei lavori per lo Steccone, poi rimasti bloccati. Secondo il comitato il costo dei parcheggi che sarebbero ricavati sotto terra sarebbe altissimo: 200.000 per ogni posto auto. —

L.C.

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