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Rogo al colorificio, l’Arpat rassicura: «Diossina nei limiti»
L’Agenzia interviene dopo l’attacco di SìAmo Lucca «Nessun microinquinante nei sei punti di campionamento»
lucca. Nessun rischio di contaminazione da diossina né da altre sostanze pericolose dopo l’incendio al colorificio Bl Bevilacqua a San Filippo. Lo specifica l’Arpat che – anche dopo la sollecitazione del gruppo di opposizione SìAmo Lucca – rende noti i risultati dei rilievi effettuati dopo il rogo dello scorso 8 gennaio.
«Sulla base dell’analisi meteorologica redatta dal settore modellistica previsionale di Arpat che ha fornito indicazioni sull’area di probabile maggior ricaduta degli inquinanti prodotti durante l’incendio – spiega l’agenzia di tutela dell’ambiente -, sono stati effettuati sei campionamenti di vegetali a foglia larga finalizzati alla ricerca di microinquinanti».
Per quanto riguarda le diossine tutti i valori riscontrati nei sei campioni sono risultati inferiori al limite di quantificazione e quindi ai valori di riferimento di 0,3 nanogrammi per chilogrammo.
Per il benzo(a)pirene sono stati determinati valori compresi tra 0,06 e 1,08 microgrammi per chilogrammi. Per tale sostanza non esistono limiti di riferimento, ma i valori determinati nei campioni esaminati risultano comunque rientrare nei range di concentrazione riportati nel rapporto Istisan 03/22 che si riferiscono ai valori usualmente determinati per la lattuga (tra 0,05 e 1,4). Pertanto anche in questo caso non si evidenzia una ricaduta significativa.
I tecnici di Arpat erano intervenuti la notte stessa dell’incendio, quando il rogo era ormai stato messo sotto controllo grazie all’azione dei Vigili del fuoco. «Sopra lo stabilimento – spiega il report di Arpat - si innalzava verticalmente una nuvola di fumo bianco, verosimilmente costituito in maggior parte da vapore acqueo. Al momento del controllo al di fuori del perimetro dello stabilimento non risultavano odori particolarmente intensi. L’incendio ha riguardato la parte dello stabilimento dove era presente il tintometro e parte della rivendita utensili e attrezzi, mentre il magazzino di prodotti per la verniciatura era integro e non interessato dalle fiamme. Le coperture dello stabilimento non contenevano amianto». —
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