Il Tirreno

Lucca

Il ricordo di Del Prete 

«Il folle volo di mio zio dall’Italia al Brasile»

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Lucca. A Lucca quando si parla di volare il pensiero va inevitabilmente a Carlo Del Prete, l’aviatore medaglia d’oro che negli anni Venti stabilì diversi record di permanenza in volo. In un evento come quello di ieri non poteva mancare un ricordo di questo storico personaggio lucchese, che la città ha omaggiato con l’intitolazione di vie e monumenti (come l’aeroplano all’uscita dell’autostrada). A far rivivere la memoria di questo “signore dell’aria” è la nipote Alessandra Del Prete: «Tra le tante imprese di mio zio c’è quella che nel ’28 realizzò con Arturo Ferrarin: un volo dall’Italia al Brasile. Dovete tenere presente che gli aerei di allora non erano quelli di oggi. Strumentazione essenziale e niente cabine pressurizzate con tutto quel che ne consegue in termini di caldo e freddo. Partirono da Guidonia, usando la pista in discesa perché con il carico di carburante che avevano c’era il rischio che l’aereo non riuscisse a decollare. Fu un volo pieno di peripezie in cui successe un po’ di tutto sino all’epilogo. Il piano era di arrivare a Rio ma quando capirono che ce l’avrebbero fatta mio zio, che conosceva il Brasile, tentò un atterraggio di foruna sulla spiaggia di Nadal. Fu una giusta intuizione – conclude –: quando toccarono terra nel serbatoio erano rimasti appena pochi litri di carburante». —



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