Sicurezza
Guanti e spugne per salvare i libri: «La nostra piccola libreria tra i monti sarà più bella di prima»
Gli abitanti di Lucignana si sono mobilitati per aiutare Alba Donati dopo i danni nella libreria “Sopra la Penna”
L’esercito della solidarietà si è mosso fin dalle prime ore della mattina. Dalle case di pietra, arroccate tra le stradine strette e silenziose di Lucignana, uomini e donne escono “armati” di guanti e secchi, detersivi e buona volontà. La rinascita della libreria “Sopra la Penna”, andata a fuoco la notte prima, è anche nelle loro mani. Troppo stretta, per restare indifferenti, l’amicizia con Alba Donati, poetessa originaria di questo piccolo borgo della Garfagnana ideatrice e titolare della piccolissima e suggestiva libreria “cresciuta” nell’orto della sua mamma. Ed è troppo importante quel luogo di incontro e di confronto - che è stato anche un segnale di resistenza culturale oltre che un’opportunità contro l’isolamento e lo spopolamento del borgo - per non rimboccarsi le maniche e provare a salvarlo.
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Non sentono il freddo e nemmeno la fatica: immergono le mani nell’acqua e lavano i libri, con pazienza e meticolosità. Smontano a uno a uno gli scaffali bruciati: ci penserà il falegname del paese, Giovanni Dinelli, a rimetterli in sesto con una mano di pittura. Poi arriva l’elettricista, direttamente da Firenze. Qui a Lucignana ha il suo “buen retiro” e un legame profondo che ieri mattina l’ha spinto a salire in macchina per rendersi utile. Smonta le prese, armeggia con i cavi, fa avanti e indietro tra la libreria e la sua auto, “scrigno” degli strumenti di lavoro. «Avevo lavorato alla libreria anche nella fase di costruzione - racconta l’elettricista Luigi Vasettini - i danni alla struttura non sono tanti. Abbiamo smontato i ripiani e ora il falegname li rimetterà a posto. Non so quale possa essere stata la causa dell’incendio - aggiunge - però in poco tempo tornerà come prima. Credo a marzo sarà pronta per essere riaperta». Un ottimismo quello di Vasettini, che accomuna tutte le persone che ieri si sono date da fare. Persone che sono state protagoniste nella fase della nascita della libreria e che, nel momento del bisogno, non si sono tirate indietro.
«Si piangeva tutti stamattina (ndr, ieri ) - racconta Rosita Orlandi. A spegnere l’incendio sono stati una donna insieme a suo figlio. I libri che si sono salvati, anche se non potranno più essere venduti sono stati portati in un magazzino qui accanto». Rosita si riferisce a Michele Orlandi e a sua mamma Alessandra che insieme, usando secchi e bottiglie, hanno spento l’incendio. Subito dopo sono arrivate una quindicina di persone che hanno cominciato a lavorare concedendosi solo una pausa pranzo e tornando più carichi di prima anche al pomeriggio. «Ieri (ndr, mercoledì) avevamo chiuso verso le 17 - spiega la titolare Alba Donati - in questo periodo la libreria è stata aperta il sabato e la domenica, a volte anche il venerdì. La mia idea era quella di chiudere temporaneamente per due settimane. Questo prima che scoppiasse l’incendio...».
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Alba è sconvolta per quanto accaduto al suo “gioiellino”: quella libreria tanto sognata era diventata realtà appena un mese e mezzo fa e ora è praticamente distrutta almeno per quanto riguarda gli arredi e i libri, la maggior parte danneggiati. Ma mentre la poetessa parla col viso segnato dalla preoccupazione, tutto intorno a lei c’è chi non si è perso d’animo. In un attimo, da sotto la volta di pietra che dà accesso alla piccola aiuola verde, dove erano stati sistemati dei tavolini bianchi, arriva Alessandra con in mano una idropulitrice. Nel frattempo Tiziana Santi, Donatella Donati, Barbara Grassi e Rosita Orlandi sono riuscite a eliminare tutta la fuliggine che aveva tolto la luce ai vetri. E lo sguardo di Alba in un attimo ha riacquistato un po’ di speranza.
«C’è stata tantissima solidarietà - dice la poetessa e scrittrice - anche fattiva da parte di tutta la comunità. La prima telefonata che ho ricevuto stamani (ndr, ieri mattina) è stata quella di Tommaso Sacchi, assessore alla cultura del Comune di Firenze». E anche suo social in tanti hanno voluto dimostrarle la loro vicinanza e solidarietà. Sono centinaia i commenti lasciati sotto ai due post della poetessa nonché consulente editoriale, curatrice di eventi e festival letterari, presidente del Gabinetto Vieusseux di Firenze e fondatrice, con Pierpaolo Orlando, di Fenysia, prima scuola di linguaggi della cultura. Poi lo sguardo cade sul volume di Alice nel paese delle meraviglie: «Per me è un libro simbolico e anche se è tutto annerito non lo butterò via...». —
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