Il Tirreno

Lucca

IL PROCESSO 

Violenza privata, la guerra dei taxi finisce in tribunale

Luca Tronchetti
Violenza privata, la guerra dei taxi finisce in tribunale

Il presidente del consorzio dei tassisti lucchesi denuncia episodi di ritorsione di un noleggiatore di autovettura

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LUCCA. La guerra tra tassisti e noleggiatori di auto con conducente - oltre alla rivalità e alle accuse di presunta concorrenza sleale - arriva ad episodi penalmente rilevanti che sfociano in un processo che si terrà a maggio davanti al giudice monocratico. È il rappresentante dei tassisti lucchesi che, attraverso una denuncia vagliati dalla procura, accusa un noleggiatore di auto con conducente di essersi reso protagonista di due episodi di ritorsione avvenuti tra il 16 giugno e il 3 luglio del 2018.

I FATTI

La rivalità tra le due categorie è vecchia di almeno un decennio. Motivo: la presunta concorrenza sleale messa in atto da una parte degli autonoleggiatori nei confronti dei taxi. Stando al presidente del consorzio dei tassisti, un quarantatreenne lucchese titolare di un’azienda di tour privati per spirito di vendetta o per ritorsione avrebbe deliberatamente occupato la corsia di marcia mentre lui, alla guida del proprio taxi, svolgeva il servizio trasportando un cliente in piazzale Verdi. In quel modo esponeva lui come conducente, ma anche il trasportato, a gravi rischi per la sicurezza stradale. Stando all’accusa infatti la vettura del noleggiatore d’auto affrontando la curva avrebbe invaso la corsia di marcia nonostante la presenza di segnaletica orizzontale. In quel modo il presidente del consorzio dei tassisti era costretto a frenare repentinamente con il rischio di essere coinvolto in un incidente che avrebbe potuto avere conseguenze anche per il passeggero. Il 3 luglio del 2018 invece, stando all’accusa, percorrendo via Mordini nelle vicinanze di piazza del Carmine il tassista si sarebbe trovato improvvisamente di fronte il noleggiatore che stava percorrendo a piedi quel tratto di strada e che, stando alla denuncia, alla vista del suo taxi avrebbe tagliato la strada cercando di essere investito e obbligandolo quindi a frenare in modo brusco per evitare l’ostacolo improvviso. A quel punto il noleggiatore si sarebbe seduto sul cofano dell’auto sostenendo di essersi fatto male e telefonando all’autoambulanza minacciava il conducente di volerlo rovinare economicamente nonostante non avesse subito alcun danno e non fosse stato investito.

Adesso la palla passa al giudice. Una rivalità quella tra tassisti e noleggiatori di auto con conducente causata dal mancato rispetto di leggi nazionali e regolamenti comunali. —

Luca Tronchetti

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