Il Tirreno

Lucca

l’appuntamento di Cna 

“Sostenibilità” Da questa parola passa il futuro del settore edile

L.S.
“Sostenibilità” Da questa parola passa il futuro del settore edile

Timidi segnali di ripresa dopo un decennio da incubo Il settore ora deve puntare a intervenire sull’esistente 

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LUCCA. Il mondo cambia, così come cambiano la società e l’economia, e per stare al passo bisogna cercare di adeguarsi, anzi, di più, di far parte di quel cambiamento. Questo vale per tutto e tutti. E non fa certo eccezione uno dei settori fondamentali della nostra economia, quello dell’edilizia. Anche il suo futuro, e con lei il futuro delle migliaia di persone che lavorano in questo campo, è strettamente legato a un principio che da qualche anno è entrato nel linguaggio comune: quello della “sostenibilità”.

Per questo assume una grande importanza l’appuntamento che, da domani, aprirà i battenti al Polo tecnologico Lucchese, ossia la “Settimana dell’edilizia sostenibile”. L’evento, promosso da Cna Costruzioni e da Cna Installazione Impianti, si svilupperà tra seminari, tavole rotonde, seminari e visite guidate al centro di divulgazione e formazione “Abitare Mediterraneo”, che rappresenta l’unica vetrina toscana dedicata all’edilizia sostenibile.

La presentazione dell’iniziativa ha visto la partecipazione del direttore della Camera di Commercio di Lucca Roberto Camisi, del direttore della Cna Lucca Stephano Tesi, del vice presidente dCna Marco Magnani, del rappresentante di Cna Impianti Francesco Belluomini e del presidente di Cna Lucca Andrea Giannecchini. Ed è stato proprio Giannecchini ad aprire l’incontro, facendo un quadro della situazione del settore, strategico per l’economia nazionale e locale, visto che «a Lucca vi appartengono il 55-60% delle nostre aziende». Far decollare l’edilizia, vuol dire far ripartire l’intera economia, per le quasi 13mila persone che impiega e per tutti i settori che vi sono direttamente collegati. E, dopo un periodo che definire buio è eufemistico («Tra il 2009 e il 2018 – ha detto Giannecchini – si è passati da 8.628 imprese a 6.292, ossia il 32% in meno, e da oltre 16mila addetti a 12.790, il 28% in meno»), negli ultimi anni l’emorragia è rallentata: «C’è sempre il segno meno, ma siamo nell’ordine dell’1%, una perdita contenuta che fa ben sperare».

E la speranza passa proprio dalla capacità di adeguarsi ai cambiamenti del settore, che non è più il semplice “costruire immobili”, anche perché ormai sotto questo profilo siamo alla saturazione, quanto piuttosto intervenire sull’esistente, tra rigenerazione, riqualificazione energetica e così via. «Una grossa opportunità – ha ripreso Tesi – e vogliamo far capire alle imprese che vi sono grosse opportunità. Anche perché difendere l’edilizia vuol dire difendere l’occupazione, e un’occupazione locale, visto che qui non si può certo delocalizzare».

«Le grandi crisi portano con se anche grandi innovazioni – ha detto Magnani – in Italia abbiamo edificato abbastanza, ma questo non vuol dire che non c’è più lavoro, basta rivedere il modo di farlo, ossia intervenire sull’esistente: il 70% degli edifici ha più di 50 anni. Messa in sicurezza, efficientamento, ristrutturazione, e ci mettiamo dentro anche l’economia circolare (ossia riutilizzare i materiali invece di gettarli) garantiscono lavoro per tamti e tanti anni». In particolare nel campo dell’impiantistica, settore dell’edilizia che, negli ultimi anni ha fatto registrare seppur timidi più alla voce addetti. «Efficentamento energetico, isolamento termico, domotica – ha detto Belluomini – sono temi sempre più importanti e costituiscono delle grandi opportunità».

«Quella dell’edilizia sostenibile – ha chiuso Camisi – è una strada ineludibile, con un doppio valore: quello del lavoro e quello della migliore qualità della vita». Una strada nella quale un ruolo centrale sono destinate ad averlo le amministrazioni pubbliche, nazionali e locali (tema della tavola rotonda di chiusura della settimana): per i piani urbanistici, per gli appalti (sui quali si chiede maggiore attenzione verso l’imprenditora locale), e per gli incentivi fiscali. Strumenti in grado di generare un circolo virtuoso con vantaggi per tutti. —

L.S.

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