Attenzione
Mascella devastata a una bimba di 5 anni per colpa dello scivolo
La piccina agganciata con l’arcata dentale a dei filamenti Finisce sotto processo la gestrice del parco giochi di Rughi
PORCARI. Si stava divertendo sullo scivolo gonfiabile nel parco giochi di Rughi quando è rimasta agganciata con l’arcata dentale superiore ad alcuni filamenti che pendevano al di sotto di quella che avrebbe dovuto essere la rete di protezione procurandosi lesioni talmente gravi da dover essere sottoposta ad un intervento di chirurgia maxillo-facciale con prognosi di 40 giorni . Una vicenda dolorosa che si verificò il 6 novembre 2016. Vittima dell’incidente una bambina di 5 anni residente nel Capannorese che il babbo aveva accompagnato nel parco giochi per passare un pomeriggio in allegria e spensieratezza. Invece la piccina, in preda al panico oltre che al dolore lancinante, venne trasportata all’ospedale San Luca dove i medici le riscontrarono la frattura dell’osso mascellare superiore con avulsione dentaria multipla.
La gravità delle lesioni indusse i medici del pronto soccorso ad inviare con urgenza la piccina all’ospedale Mayer di Firenze per un consulto specialistico maxillo-facciale nel reparto di odontoiatria pediatrica. Due giorni di ricovero e poi il delicato intervento chirurgico per la ricostruzione della mascella e con evidenti ripercussioni sulla vita e sulle relazioni della bimba che oggi non ha ancora compiuto 10 anni. In considerazione dell’accaduto il padre della piccina presento un esposto denuncia alla procura della Repubblica e al termine degli accertamenti venne indagata con l’accusa di lesioni personali colpose con indebolimento permanente dell’organo, la quarantaseienne rappresentante legale della società «Happy Time Sas» che all’epoca dei fatti gestiva il parco giochi di Rughi nel comune di Porcari.
IL PROCESSO
Inizialmente si erano costituiti parte civile la bimba, il padre, la madre e il fratello. Gli ultimi due sono usciti dal processo penale e hanno iniziato un’azione risarcitoria davanti al giudice civile. Invece la bimba e il babbo - assistiti dagli avvocati Francesco Guastapaglia e Carlo Di Bugno - si sono costituiti parte civile nel processo penale di fronte al giudice Tiziana Lottini chiedendo a titolo di risarcimento per il danno morale e per le spese mediche affrontate un totale di 125mila euro (90mila per la piccina e 35mila per il padre). Per l’accusa il gestore del parco giochi consentiva alla bimba l’utilizzo di un’attrazione - denominata «Birbi Obstacle» - che non figurava nell’elenco delle attrazioni inserite nell’autorizzazione rilasciate nel 2011 alla «Happy Time Sas» dalla commissione di pubblico spettacolo del comune di Porcari e aveva subito una modifica non autorizzata con la fascia di protezione - originariamente installata alla sommità dello scivolo - modificata mediante il taglio e la rimozione presentandosi così deteriorata e sfilacciata. Inoltre l’attrazione era priva di codice identificativo e non era stata sottoposta a collaudo annuale. L’incidente, stando agli inquirenti, si era verificato perchè la piccina utilizzando il gonfiabile era venuta a contatto con un filo teso pertinente la fascia di protezione deteriorata che s’incastrava nella mascella superiore da canino a canino provocando poi la gravissima lesione alla mascella. In sostanza l’incidente è da imputare ad una non corretta manutenzione dell’attrazione. Il processo è stato rinviato al 24 febbraio per le repliche e la sentenza. —
Luca Tronchetti
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