Il Tirreno

Lucca

la memoria violata 

Danneggiata la targa dell’Anpi a Bagni di Lucca

Emanuela Ambrogi
Danneggiata la targa dell’Anpi a Bagni di Lucca

Danneggiata la lapide apposta sul muro dell’ex Grande Albergo dove furono concentrati ebrei italiani e stranieri

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LUCCA. Sdegno a Bagni di Lucca dove ieri ignoti hanno danneggiato la targa apposta dall' Anpi sul muro dell'ex Grande Albergo delle Terme, dove nel 1943 la Repubblica Sociale organizzò il campo di concentramento degli ebrei italiani e stranieri rastrellati e imprigionati nella provincia di Lucca. . La notizia dell’ignobile atto è stata data da Mauro Pieri, membro dell'Annpi, il quale ha diffuso anche la foto della targa deturpata, in particolare nella parte in cui campeggia la sigla dell' Anpi.

Nella targa si ricorda che nel campo di concentramento di Bagni Caldi vennero detenuti un centinaio di ebrei , che il 23 gennaio del 1944 furono fatti salire sui camion prima e sui treni poi per essere deportati a Milano, da dove vennero poi avviati alle camere a gas di Auschwitz.

Della vicenda aveva parlato al nostro giornale una testimone oculare, Daniela Pieri, che quel 23 gennaio 1944 , allora bambina di otto anni, dal giardino della sua abitazione vicino al Grande Albergo assistette al tragico passaggio della colonna dei deportati. Pieri ha un ricordo indelebile di quei disgraziati appena vestiti , che sotto la neve camminavano un fila rassegnati cantando una nenia disperata.

Nella Giornata della Memoria a Bagni di Lucca si erano ricordare le drammatiche vicende della deportazione nazifascista . Oltre ai fatti del campo di concentramento nell'ex Grande Albergo avevano destato profonda impressione le storie di due internati militari lucchesi, Davide Massei e Dante Unti, miracolosamente scampati dalla prigionia nei campi di concentramento nazisti. Massei aveva raccontato in particolare la sua storia davanti agli studenti dell'istituto comprensivo di Bagni di Lucca.

I ragazzi hanmo dimostrato una viva attenzione per le tragiche vicende, rimanendo colpiti anche per il fatto che Massei e Unti , 98 e 101 anni si sono potuti conoscere e incontrare quasi 80 anni dopo dalla loro deportazione. —

Emanuela Ambrogi

© RIPRODUZIONE RISERVATA.

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