Il Tirreno

Lucca

pari opportunità della provincia 

«No alle canzoni in tv con contenuti violenti: un fatto vergognoso»

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lucca. Una levata di scudi dalla commissione Pari Opportunità della Provincia contro i testi delle canzoni con tenuti violenti in tv. Una polemica che si è riaccesa, nell’imminenza di Sanremo, con l’annunciata partecipazione al Festival della canzone italiana di Junior Cally, nei cui testi compaiono frasi sessiste e con chiare espressioni di violenza.

«La presidente e tutte le componenti della Commissione di Parità della Provincia di Lucca si uniscono a quanti, in questi giorni e in vari modi e forme, hanno espresso con rabbia e sconforto il disappunto nel vedere come la televisione pubblica o privata sdogani con programmi in prima serata, diretti a un'utenza familiare e giovane, con utilizzo del potentissimo mezzo della musica, dei cantanti che nei loro testi istigano alla violenza sulla donna in tutte le sue forme e a comportamenti antisociali - spiega la presidente della commissione, Paola Mazzoni, nel suo intervento -. Questa mancanza di analisi di testi, o al contrario la consapevolezza che quanto contenuto possa sollecitare dibattiti e quindi audience per promuovere programmi televisivi, è vergognoso».

«Il testo - prosegue Mazzoni - è un messaggio, un comportamento, e chi fa informazione, intrattenimento, o diffonde musica, deve considerare le conseguenze che si possono ingenerare in un pubblico giovane condizionabile perché per i teenager in particolare questi cantanti diventano punti di riferimento culturale e sociale. Noi non approviamo tale sistema e ci opponiamo a questo insensato e pericoloso metodo di scelta e promozione musicale, a maggior ragione se a diffonderle sono reti e canali tv che ospitano trasmissioni o interventi che puntano a tutelare il rispetto delle persone e a contrastare le violenze di genere fisiche o psicologiche. Tantissime associazioni, commissioni e istituzioni lavorano alla tutela e alla prevenzione di ogni forma di violenza incessantemente ogni singolo giorni e non è ammissibile che chi è tenuto a controllare, a vigilare, sui contenuti non lo faccia assolutamente. La tutela dei nostri bambini, ragazzi, adolescenti è un dovere». —

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