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Lucca

attesa a san gennaro  

L’Angelo verso casa Ma restano ancora dei nodi da sciogliere

Nicola Nucci
L’Angelo verso casa Ma restano ancora dei nodi da sciogliere

Parroco e Soprintendenza si incontreranno per valutare le soluzioni migliori per ospitare la statua di Leonardo

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L’Angelo annunciante di Leonardo tornerà a San Gennaro, ma la data del rientro dell’opera nella pieve rimane ancora incerta. Il 2 febbraio si concluderà a Vinci l’esposizione “Se fosse un angelo di Leonardo”, che ospita l’opera restaurata all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze in occasione dei 500 anni della morte dell’artista toscano.

Come da accordi la scultura tornerà nella sua collocazione originale. Questa è l’intenzione della parrocchia che esclude, almeno per ora, l’ipotesi della realizzazione di uno spazio espositivo nelle adiacenze della pieve. Don Cipriano, parroco di San Gennaro, illustra i passaggi sul ritorno della scultura policroma in terracotta, alta 131 centimetri e raffigurante l’Arcangelo Gabriele, eseguita alla fine del Quattrocento: «L’Angelo tornerà a casa, adesso dobbiamo valutare la collocazione più idonea». La questione cruciale infatti è rappresentata dalla conservazione della scultura: per poter ospitare l’Angelo in modo permanente saranno necessari interventi per deumidificare l’edificio, il quale è soggetto a infiltrazioni che difficilmente garantirebbero un’adeguata conservazione dell’opera.

«La prossima settimana – annuncia don Cipriano – avremo un incontro con la Soprintendenza per valutare le soluzioni più idonee e gli interventi opportuni. Sui tempi è difficile sbilanciarsi, prima del ritorno della scultura dobbiamo creare le condizioni per la sua conservazione».

Proprio per i problemi legati all’umidità della chiesa è stata valutata anche la realizzazione, nei locali adiacenti all’edificio di culto, di uno spazio espositivo espressamente realizzato per accogliere l’Angelo senza allontanarlo dalla sua collocazione originale. Una soluzione che però richiederebbe tempo e finanziamenti, senza contare che il suo collocazione è sempre stata la pieve romanica di San Gennaro.

«Vogliamo fare il possibile per riportare l’Angelo nella Pieve, questa è la nostra volontà», dice don Cipriano. Inoltre per prevenire possibili atti vandalici e danneggiamenti la scultura dovrebbe essere sistemata in una teca. —



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