Proteste
Primi interventi e sulla frana che minaccia Sezzo
FABBRICHE. Ci vorranno alcuni mesi per riportare la normalità nella vita delle famiglie la cui incolumità è stata messa a rischio, martedì, da una frana che ha minacciato (e continua a minacciare) le proprie abitazioni. Il tempo per mettere in sicurezza il versante a monte di Località Sezza, dal quale si sono staccati alcuni grossi massi arrivati pericolosamente vicino a sei immobili Erp, in via Sezzo. Immobili in cui vivono sei famiglie per un totale di tredici persone (compreso un bambino) che sono stati evacuati.
Si tratta di un’evoluzione della frana che giusto un mese fa aveva interessato questa parte della valle.
A fronte di questa situazione difficile, per usare un eufemismo, c’è però una potenziale buona notizia, ossia quella di un possibile reperimento in tempi brevi delle risorse finanziarie necessarie a dare il via ai lavori di messa in sicurezza dell’area .
Intanto ieri c’è stato un primo intervento sul posto, mirato a eliminare le situazioni di pericolo immediato, rappresentate per esempio dai massi ancora in movimento. Ma certo, prima di garantire la sicurezza alle abitazioni servirà un intervento più consistente, anche da un punto di vista economico. E in questo senso ieri c’è stato anche un sopralluogo, cui ne seguirà un altro nei prossimi giorni, per valutare le dimensioni della frana, lo stato di tenuta dei sistemi di protezione e valutare l’importo dei lavori da fare: «Questa mattina (ieri per chi legge ndr) anche il consigliere regionale Stefano Baccelli è venuto sul posto a controllare – spiega il sindaco di Fabbriche Michele Giannini – e sabato è previsto l’arrivo degli assessori regionali Marco Remaschi e Federica Fratoni, per valutare il finanziamento dei lavori in somma urgenza per la messa in sicurezza. Si tratta di lavori da qualche centinaia di migliaia di euro che richiederanno alcuni mesi. Ma voglio ringraziare tutte le istituzioni per l’attenzione mostrata in questo caso, un bell’esempio di collaborazione tra Comune, Provincia e Regione».
Intanto per le 4 delle 6 famiglie il rientro in casa dovrebbe arrivare in tempi relativamente brevi, un po’ di più dovranno aspettare le famiglie le cui abitazioni sono maggiormente esposte alla frana: «Stiamo lavorando – chiude Giannini – per una convenzione con un agriturismo per l’accoglienza». —
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