Sicurezza
Per i carabinieri ad oggi non ci sono piste omofobe per l’immigrato accoltellato
ALTOPASCIO. È già stato dimesso dal pronto soccorso ed è tornato nella sua abitazione a Firenze il venticinquenne marocchino accoltellato nella notte tra sabato 18 e domenica 19 gennaio al «Manhattan Club» in via delle Cerbaie ad Altopascio un locale - un tempo sul viale Europa a Lammari - gestito da marocchini che rappresenta un punto di ritrovo per la comunità maghrebina. A ferirlo è stato un connazionale: uno squarcio di 7-8 centimetri tra una spalla e il fianco che avrebbe interessato parzialmente anche il muscolo. La prognosi è di 10 giorni.
MOVENTE DA CHIARIRE
Il giovane extracomunitario ha precedenti di polizia per reati legati allo spaccio di stupefacenti. Ai militari del radiomobile - che l’hanno sentito dopo l’aggressione - non ha fornito alcuna indicazione sulle modalità, sul movente o sull’autore dell’accoltellamento. Di certo c’è che agli investigatori non risulta che vi siano motivi di natura omofoba o sessuale all’origine dell’accoltellamento. Comunque, per fugare ogni dubbio, l’immigrato sarà sentito nei prossimi giorni dai militari in veste di persona informate sui fatti per chiarire meglio i contorni della vicenda. Logico che, almeno in un primo momento, le attenzioni dei carabinieri sono rivolte principalmente ad ambienti legati allo spaccio di droga. Al momento è stata aperta un’inchiesta, ad oggi nei confronti di ignoti, che vede come ipotesi di reato quella di lesioni aggravate.
PROVVEDIMENTI
Per quanto riguarda possibili provvedimenti nei confronti della gestione del locale il questore aspetta la conclusione dell’indagine dei carabinieri per poi decidere, sulla base degli atti, se attuare o meno misure di chiusura temporanea del circolo. —
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