Scontrino elettronico, debutto incerto Commercianti divisi tra pro e contro
Le spese per i nuovi registratori e la connessione Internet fanno discutere. Ma c’è chi difende la novità: semplifica
Lo scontrino elettronico al debutto tra critiche, perplessità e qualche giudizio favorevole. Dal 1° gennaio per artigiani, ristoratori e tutti gli operatori economici che emettono ricevute fiscali c’è l’obbligo di utilizzare lo scontrino elettronico. Il nuovo sistema consente la trasmissione da parte degli esercenti dei dati fiscali direttamente al Fisco, ma per metterlo in pratica occorre dotarsi di registratori di cassa telematici collegati alla rete Internet attraverso un cavo ethernet. Come spesso avviene per i primi sei mesi di vigenza dell’obbligo, il legislatore ha previsto una moratoria sulle sanzioni, ossia l’inapplicabilità delle multe per chi non si mette in regola da qui a giugno: ma da luglio ci sono sanzioni di almeno 500 euro col rischio di sospensione della licenza. Il nuovo sistema punta a limitare l’evasione dell’Iva.
Per la verità il cambiamento non scalda i cuori dei commercianti lucchesi. In via Santa Croce i commenti sono negativi: «Ci complica la vita senza portare reali benefici – spiega Andrea Fiorini, del bar Millenium – Ho acquistato il registratore telematico prima dei Comics e nei giorni scorsi ho fatto il collegamento a Internet. Mi è costato circa 650 euro. Ci sono 250 euro da portare in detrazioni ma è comunque una spesa. Inoltre i nuovi scontrini sono più lunghi quindi si consuma più carta e trattandosi di una cassa completamente elettronica ogni volta che ci sarà un problema bisognerà chiamare il tecnico».
Anche Fabrizio Gori, del bar Fuori Controllo non è entusiasta: «Con tutti i problemi di connessione che ci sono a Lucca – dice – voglio vedere cosa succederà quando salta l’invio telematico. Inoltre il nuovo registratore di cassa, costato 1.200 euro, non è un fulmine: per lo scontrino di un caffè impiega 6-7 secondi (dato cronometrato in nostra presenza, ndr). Non so se dipende dalla qualità della connessione o dal sistema in sé, certo è che quando c’è gente questo rallentamento crea disagio. Il commercialista mi ha consigliato di continuare a trascrivere i corrispettivi, per cui non si semplifica un bel niente». Non tutti si sono già dotati dei nuovi registratori: «L’abbiamo ordinato ma ancora non ce l’hanno portato – spiegano Ulisse Galli e Claudia Panigada, di China Massagli – A quanto abbiamo capito ci sono molte richieste e si è creata un po’ di coda. Tanto fino a giugno si possono fare le ricevute fiscali».
In mezzo a tante critiche c’è anche qualche parere positivo: è quello di Alessio Vastano, titolare dei negozi di abbigliamento Quintessence in Fillungo e Bobbins in via Beccheria. «Lo abbiamo adottato da qualche mese – spiega – Grosse complicazioni non le vedo, il sistema è piuttosto semplice: ogni sera quando si fa la chiusura di cassa si preme un tasto e i corrispettivi di giornata vengono inviati all’Agenzia delle Entrate. La macchina rilascia uno scontrino con l’esito dell’operazione. Cosa succede in caso di problemi di connessione? Niente, il corrispettivo ti rimane in memoria nel database e lo si può mandare nei giorni successivi. Per questo primo anno continuo a trascrivere i corrispettivi di giornata ma una volta andato a regime il sistema questa incombenza sparirà e avremo sempre meno bisogno del commercialista».
Non è preoccupato neppure Filippo Pardini, titolare del Pult in Fillungo e del Parlascio in piazza Anfiteatro: «Tutto quello che semplifica e riduce le incombenze burocratiche è positivo – dice – Questo sistema dovrebbe farlo, vediamo se funziona. L’unico problema riguarda la connessione Internet che non è obbligatoria per legge ma lo diventa di fatto. Non è questione scontata in un Paese come il nostro. Io sto per aprire un nuovo locale in Anfiteatro: i lavori sono quasi finiti ma la connessione non c’è e non so quanto ci vorrà per averla». —
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