Sicurezza
Auto finita fuoristrada, la moglie resta uccisa e il marito patteggia
Patente sospesa al conducente dell’Opel Zafira che sbandò alla curva pericolosa in via del Tiro a Segno a S. Anna
LUCCA. Una vicenda che colpì profondamente l’opinione pubblica si conclude davanti al giudice dell’udienza preliminare Riccardo Nerucci con una sentenza di condanna con l’accusa di omicidio colposo. Per la morte di Joanna Keib, 35 anni, origine polacca, ma residente a Lucca ha patteggiato la pena a 18 mesi di reclusione (con i benefici di legge) il compagno della donna che si trovava alla guida dell’Opel Zafira che quella sera maledetta del 19 settembre 2019 finì fuoristrada dopo aver affrontato la terribile curva tra via della Scogliera e via del Tiro a Segno che già in passato, a causa di una segnaletica poco puntuale e dell’assenza di guardrail, era stata teatro di incidenti stradali più o meno gravi con feriti e contusi. Nell’auto condotta dal marito di Joanna Keib, a cui è stata sospesa la patente, viaggiava uno dei due suoi figli: un bimbo di 8 anni. Rimasto contuso, ma senza gravi conseguenze, come del resto il genitore. Entrambi vennero trasferiti al pronto soccorso del San Luca. Lì il compagno della vittima apprese la tremenda notizia che lo lasciò impietrito dal dolore.
L’INCIDENTE
Erano già trascorse le 20,30 del 19 settembre in via del Tiro a Segno a S. Anna. Stando alla ricostruzione effettuata dai vigili urbani di Lucca, la famiglia Keib (mancava solo la figlia minore della donna) a bordo della Zafira stava viaggiando dal parco fluviale per tornare a casa. Nell’affrontare la curva in discesa, il conducente della monovolume perse il controllo e una ruota finì sul ciglio della strada sbilanciando la vettura che si ribaltò precipitando giù dal poggio. Un volo di metri in cui la Zafira si rovesciò più volte sino a tornare nella posizione originaria terminando la sua corsa contro la recinzione di una casa. La giovane madre venne catapultata violentemente fuori dall’abitacolo. I soccorritori arriveranno subito, ma per la donna non c’è più niente da fare.
CAMPAGNA DI STAMPA
Quella tragica fine, grazie anche ad una martellante campagna di stampa portata avanti da Il Tirreno sulla base delle giuste istanze dei residenti, portò il Comune ad installare dei pannelli stradali di pericolo alla curva della morte (delineatori di curva) e un cartello di serie di curve pericolose lungo via della Scogliera. —
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