Il Tirreno

Lucca

La Perini scende in sciopero A Bologna 66 licenziamenti

; Nicola Nucci
La Perini scende in sciopero A Bologna 66 licenziamenti

La direzione aziendale intenzionata a operare una drastica riduzione di personale nel sito industriale emiliano e a portare a Mugnano la produzione del packaging 

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lucca. «Quale futuro?» è la domanda inquietante sullo striscione appeso davanti ai cancelli della Fabio Perini a Mugnano. E “futuro”, insieme a “preoccupazione”, è una delle parole più pronunciate dai lavoratori riuniti in presidio davanti allo stabilimento dove lavorano 460 persone.

Martedì mattina, 14 gennaio. Venuti a conoscenza della volontà dell’azienda di licenziare 66 dipendenti (sui 118 totali) dal sito industriale di Calderara del Reno, in provincia di Bologna, i dipendenti lucchesi della Fabio Perini (oggi gruppo Koerber), gigante nel settore della produzione di macchinari per cartiera, hanno deciso di scendere in sciopero per un’ora e mezzo, dalle 10,30 alle 12.

Decisione immediata: una forte espressione di solidarietà nei confronti dei colleghi bolognesi. Ma anche un modo per dimostrare alla multinazionale che i lavoratori vogliono un confronto serio e non decisioni unilaterali o trattative interrotte.

Non più tardi di ieri infatti, la Fabio Perini, attraverso il suo amminstratore delegato Oswaldo Cruz Junior ha comunicato ufficialmente la volontà di trasferire nello stabilimento di Lucca, dove si producono macchinari per il converting, anche la produzione di macchine packaging ad oggi eseguita a Calderara, dove è in procinto di licenziare 66 persone.

«C’è preoccupazione, la notizia dei 66 esuberi non può farci stare tranquilli e questo sciopero è un atto doveroso di solidarietà ai nostri colleghi - dice Simone Di Giulio, uno degli operai fuori dai cancelli della fabbrica -. Adesso le rappresentanze dei lavoratori e i sindacati hanno avviato una trattativa con la proprietà. Al momento non sappiamo se i lavoratori di Bologna saranno trasferiti a Lucca».

Si apre ora una fase molto delicata che i sindacati e le Rsu seguiranno con grande attenzione.«Non nascondiamo di essere preoccupati da questa decisione che riguarda i nostri colleghi di Bologna ma che deve interessare tutti i lavoratori dell’azienda», gli fa eco un altro lavoratore con la divisa della Perini che ha aderito allo sciopero.

Preoccupazione anche da parte della Rsu, che ricostruisce le relazioni avute negli ultimi giorni con la direzione aziendale.

«Avevamo avviato una discussione, avevamo anche noi formulato alcune proposte. Invece l’azienda è andata giù come una mannaia, comunicando drasticamente il suo progetto per il sito di Calderara. Ci domandiamo come possa essere possibile un qualsiasi rilancio per uno stabilimento che verrà decimato? Con quale fiducia una qualche committenza dovrebbe avvicinarvisi?».

La Rsu ritiene poco plausibile l’ipotesi del trasferimento a Mugnano della produzione di macchinari per il packaging. «Davvero questa lavorazione verrà trasferita a Lucca? In quali spazi e con quale personale? Con gli ordinativi che già abbiamo per il 2020, l’ipotesi appare davvero improbabile», si interroga ancora.

Da come si sta prefigurando, sembra l’inizio di una lunga e difficile vertenza, nell’aria da alcuni mesi, quando le acque hanno cominciato ad agitarsi per lo stabilimento emiliano, dopo le prime avvisaglie che l’azienda voleva procedere a una razionalizzazione del personale. Non è mai mancato il dialogo fra i lavoratori bolognesi e lucchesi, come dimostra anche lo sciopero di ieri. —

Nicola Nucci

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