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Il raggiro  

Finta poliziotta alla sbarra per estorsione

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LUCCA. Falsa agente della polizia postale a processo per estorsione. Il giudice dell’udienza preliminare Antonia Aracri lunedì mattina ha mandato a processo una 29enne campana accusata di aver indotto un 45enne lucchese a versarle un compenso di 470 euro in cambio del suo silenzio. La donna, infatti, si era spacciata per un’agente della polizia postale e si era detta pronta a denunciare la sua vittima per pedopornografia.

Il teatro del raggiro è ovviamente il mare magunm del web dove oggi abili truffatori 2.0 sono in cerca di raggirare gli utenti meno esperti e poco prudenti nell’uso delle tecnologie digitali. Nel caso in questione tutto prende avvio dalla pubblicazioni di un annuncio sul web: la 29enne è riuscita a contattare l’inserzionista e spacciandosi per agente della polizia postale lo ha accusato di reati quali la violazione della privacy e la divulgazione di materiale pedopornografico. Dopo aver terrorrizato la sua vittima, la sedicente poliziotta gli ha offerto una ancora di salvezza: il suo silenzio in cambio del pagamento di 1.000 euro. Talmente impaurito da non rendersi conto di essere vittima di un raggiro, il 45enne ha assecondato le richieste della 29enne versandole il denaro su una Poste pay. Ma non l’esatta somma richiesta: ma solo 470 euro. A quel punto la donna ha continuato a tormentarlo e a minacciarlo e così il soggetto si è rivolto a un amico avvocato che gli ha suggerito di fare denuncia. Lunedì mattina, il giudice Aracri ha stabilito che la finta poliziotta dovrà andare a processo. In aula era presente la pm Sara Polino. —

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