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Influenza, al Pronto soccorso scatta il piano di iperafflusso

Gianni Parrini
Influenza, al Pronto soccorso scatta il piano di iperafflusso

Il picco pandemico moltiplica gli accessi: pazienti in attesa anche per 24 ore. Per gestire il “pienone” due medici in più e un’aggiunta di dieci posti letto

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LUCCA. «Dov’altro dovrei portare mia zia? Strutture private non ce ne sono e i medici di base, non avendo la diagnostica, ci dicono di venire in ospedale. Ma qui è un’odissea». Marco Sodini, capannorese di 74 anni, pone un interrogativo a cui prima o poi qualcuno nel mondo della politica toscana (più che della sanità) dovrà rispondere. La sua storia è comune alle tante persone che in questi giorni di picco influenzale si sono riversate in massa al pronto soccorso. Per lo più anziani o malati cronici, per i quali una semplice influenza può trasformarsi in qualcosa di assai più serio. Il pronto soccorso forse non è il posto adatto per questo genere di situazioni (qui si dovrebbero trattare emergenze di altro tipo) ma dove altro dovrebbero andare i cittadini-pazienti non è chiaro. Dato che le alternative scarseggiano, tutti si riversano al monoblocco di San Filippo dove inevitabilmente scoppia il caos.

Domenica pomeriggio alle 17 Sodini ha accompagnato in ospedale una zia 89enne con problemi ai polmoni. «Siamo rimasti in Pronto soccorso sino alle 23,30 senza riuscire a vederla e senza sapere come stava – racconta Sodini – Siamo tornati a casa per riposare e il mattino dopo, quando siamo tornati, mia zia era ancora in attesa di ricovero, dopo aver passato la notte sulla barella perché non c’erano letti per il ricovero. Le hanno trovato un posto solo il giorno successivo alle 16,30. In pratica ha dovuto aspettare 24 ore. Mi sembra una roba incredibile: hanno fatto un ospedale nuovo e non ci sono posti. Gli anziani non dovrebbero venire al pronto soccorso? Ci dicano dove dobbiamo portarli, alternative non ce ne sono ed è ora che qualcuno cominci a protestare».

Interpellata sulla vicenda l’azienda sanitaria conferma le difficoltà incontrate dalla struttura a causa dell’elevato numero di accessi e fa sapere che dalla giornata di domenica è scattato il piano di iper-afflusso. Si tratta di una serie di misure che la Regione ha deciso di predisporre in tutte le strutture di emergenza urgenza del territorio, per gestire gli eventuali "pienoni". Il dispositivo ha una soglia di attivazione piuttosto elevate tant’è che lo scorso anno non era mai stato attivato. Scatta quando il 30% dei pazienti di Pronto soccorso resta in attesa di ricovero per più di 16 ore in quattro giorni consecutivi. A quel punto il responsabile della Medicina generale e quello del Pronto soccorso danno il via al piano anti-sovraffollamento: prevede l’apertura di nuovi letti in Medicina (da 6 a 10) per dare sfogo ai pazienti in attesa di ricovero e l’ingresso in servizio di due medici e di due infermieri aggiuntivi, divisi equamente tra Medicina e Pronto soccorso. A seguito di queste misure eccezionali la situazione è tornata sotto controllo. Almeno per il momento. —
 

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