Sicurezza
Una luce sulla strada pericolosa: ad Aquilea ci pensano gli abitanti
Il comitato del paese ha installato un lampione che illumina sia un monumento che un incrocio buio
Uniti contro l’abbandono (e il conseguente spopolamento) di Aquilea. Potrebbe essere questo il motto che anima gli abitanti della piccola frazione collinare a meno di dieci chilometri da Lucca. Poco più di un centinaio di persone, molte anziane che per combattere l’isolamento, si danno da fare su tutti i fronti. La loro ultima conquista è stata l’installazione “fai da te” di un lampione al led, che da tempo avevano chiesto al Comune in primis per illuminare il monumento ai caduti - costruito dagli stessi abitanti - ma anche per rendere meno buio il pericoloso l’incrocio fra la via di Aquilea e la via di Mastiano. L’opera, che ha visto la posa della prima pietra due anni fa, può dirsi conclusa. Ma riavvolgiamo il nastro. «L’idea del monumento ai caduti di Aquilea nella prima e della seconda guerra mondiale - spiega il vicepresidente del comitato paesano, Stefano Battistini - è stata del gruppo anziani. Ci siamo messi al lavoro con il progetto due anni fa e nel 2018 l’abbiamo realizzato sia grazie all’aiuto degli abitanti che al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio. Nel 2019 invece abbiamo costruito i muretti “di contorno”. Però mancava ancora la luce. Avevamo chiesto al Comune di installare l’illuminazione pubblica vista anche la necessità di rendere meno buia la strada che è del tutto sprovvista di lampioni ma alla fine abbiamo deciso di metterlo noi visto che si trova su un terreno privato di proprietà del comitato. Illumina il monumento ma anche la strada... . Funziona con i pannelli solari e ha una fotocellula: quando passano le macchine l’intensità della luce aumenta». In tutto il monumento, stando a quanto riferisce ancora il vicepresidente, ha avuto un costo di diecimila euro dei quali 2.000 sono stati finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio. «Negli ultimi dieci anni - aggiunge Battistini - sono stati investiti ad Aquilea 100.000 euro per effettuare interventi di piccola manutenzione. Sono soldi che per la maggior parte arrivano dai ricavi della sagra della zuppa ma anche dal contributo degli abitanti che mettono al servizio del paese le proprie competenze e professionalità. Fra le opere più importanti ci sono la stradina che porta alla chiesa - continua - la manutenzione del parco giochi, l’acquisto del terreno intorno al cimitero per farci il parcheggio ma anche la manutenzione delle strade vicinali e pedonali e la ristrutturazione del vecchio lavatoio. In più siamo diventati coltivatori- custodi della pesca mora di Delfo e di Moriano, una specie estinta che ora coltiviamo in un campo nella zona in cui si tiene la sagra e che fa parte di un progetto della Regione Toscana».
Tutto questo è reso possibile grazie all’evento di punta, la sagra della zuppa - che quest’anno festeggia il 45° anniversario dalla sua fondazione - capace di attirare migliaia di partecipanti: Aquilea infatti, di recente ha avuto il riconoscimento tanto atteso di “paese della zuppa”, piatto che la Regione Toscana considera “prodotto agroalimentare tipico”. —
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