Il Tirreno

Lucca

la protesta di Fdi 

Ospedale Santa Croce «Il personale è poco e i disagi sono molti»

Ospedale Santa Croce «Il personale è poco e i disagi sono molti»

Pochi medici e infermieri, e nella notte i dottori sono solo tre Mentre gli accessi al pronto soccorso sono aumentati 

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CASTELNUOVO. Poco personale, che si tratti di medici o infermieri: è questo (ma non l’unico) il principale problema dell’ospedale Santa Croce. Un problema per gli utenti quanto per chi ci lavora.

È quanto sostiene, dopo un sopralluogo fatto nelle scorse settimane dal gruppo provinciale, Fratelli d’Italia di Lucca, con il parlamentare Riccardo Zucconi. Un sopralluogo che si è tradotto in “numeri”. Numeri bassi per la precisione, che sono quelli del personale appunto. «Al pronto soccorso – viene sottolineato da FdI – le lunghe attese sono l’esempio pratico di questa carenza, considerata la presenza di un solo medico, oltre a un secondo medico per l’uscita del 118. Lo stesso problema si registra in radiologia, dove i pazienti scendono uno alla volta, anche qui per la presenza di un solo medico. Con la chiusura del pronto soccorso di Barga e il conseguente aumento di pazienti a Castelnuovo, non si è realizzato il necessario incremento di personale medico e infermieristico, senza contare come lo stesso personale del pronto soccorso sia chiamato a occuparsi anche dell’obitorio in caso di decesso, funzione che negli altri ospedali è eseguita da personale preposto».

Altra criticità è quella del Cup, «col personale ridotto al minimo, tra quello pensionato o trasferito, ma anziché prevedere nuovi ingressi si è ridotto l’orario causando non pochi problemi all’utenza».

«Da sottolineare – riprende Fdi – come nel turno notturno siano presenti solo tre medici in tutto l’ospedale: al pronto soccorso, in radiologia e in cardiologia. L’assenza di un’anestesista, che è soltanto reperibile, completa il quadro non certo incoraggiante. Altra criticità riguarda le lunghe degenze, soprattutto in medicina, dove per mancanza di posti le utenze vengono portate altrove nelle strutture Asl sul territorio. Situazione drammatica anche in chirurgia con numeri di degenza miserabili».

«Tutto questo – chiude la nota – è dovuto alle scellerate scelte politiche della Regione Toscana, che sempre più ignora i piccoli presidi ospedalieri di montagna: il suo l’obiettivo è chiaro, ovvero lasciare morire l’ospedale di Castelnuovo con una politica che piano piano sta spingendo sempre più persone verso la piana di Lucca e Pisa». —

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