Il Tirreno

Lucca

in tribunale 

Fa da autista alle prostitute e viene rinviato a giudizio

Pietro Barghigiani

Accompagnava le ragazze in un locale sulla Bientinese Accusato di favoreggiamento anche se non sono stati  riscontrati benefici personali  

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ALTOPASCIO. Un’abitudine apparentemente innocua, quasi un gesto gentile. Solo che quel comportamento nel tempo è diventato un reato, per la precisione quello di “favoreggiamento della prostituzione”.

È questa l’accusa da cui deve difendersi un 48enne residente a Buti, Stefano Ferrari, rinviato a giudizio per una serie di episodi avvenuti nel 2015.

Difeso dall’avvocato Massimo Parenti, l’imputato è accusato di aver portato più volte diverse giovani straniere in un locale sulla Bientinese, al confine con il territorio di Altopascio, dove in quel periodo e in quel contesto avvenivano incontri a pagamento con i clienti.

Insomma, un luogo di ritrovo trasformato in un ambiente particolare, dove chi entrava come avventore sapeva cosa poteva trovare se fosse stato interessato a una compagnia occasionale.

In questo scenario, secondo la ricostruzione della procura di Pisa – che ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio – Ferrari avrebbe avuto il ruolo di tassista. Una sorta di punto di appoggio per le squillo, tutte straniere e attualmente irreperibili, che al momento di spostarsi da casa al locale potevano contare sull’amico. Le indagini non hanno accertato passaggi di soldi o altre utilità per il driver delle lucciole.

Di sicuro però gli accertamenti dei carabinieri andati avanti nel tempo, un periodo sufficiente per collezionare gli spostamenti dell’imputato, avrebbero fotografato la situazione, che ora è diventa un atto d’accusa.

Anche in assenza di un beneficio diretto per l’autista, l’aver svolto una sorta di attività di “tassista”, in andata e ritorno, per agevolare l’attività di prostituzione delle giovani può essere comunque ipotizzato come un reato.

Un aiuto logistico significativo senza il quale le donne non avrebbero potuto raggiungere il luogo in cui incontrare gli eventuali clienti per fare a pagamento.

I carabinieri, dopo aver notato la frequenza dell’uomo nel posto in cui venivano scambiati favori sessuali, lo hanno pedinato in più occasioni. Dal momento in cui andava a prendere le ragazze nei luoghi concordati a quando le riportava a casa nella notte. Una prestazione più che occasionale, secondo la procura. Non un favore di una sera, ma una “collaborazione” che andava avanti da tempo. E che ora diventa un processo. La prossima udienza è fissata per maggio quando saranno chiamate a testimoniare le giovani che hanno usufruito dei servizi di trasporto dell’imputato. Giovani che però sono tutte irreperibili. —

Pietro Barghigiani



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