Il Tirreno

Lucca

il cordoglio 

Menesini e D’Ambrosio «Morire di lavoro è intollerabile»

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capannori. «Ci ha lasciati un nostro concittadino, Marco Viviani, di Segromigno in Piano. Di fronte al dolore, le parole sono inutili, e il dolore per la perdita di Marco è di tutti, perché ha perso la vita mentre svolgeva il suo lavoro. Ci tengo a far sentire alla sua famiglia l'abbraccio stretto della comunità di Capannori, in particolare ai due figli, Samuele e Matteo». Così il sindaco di Capannori, Luca Menesini, ha ricordato ieri Marco Viviani. E come lui Sara D’Ambrosio, sindaca di Altopascio, dove si è consumata la tragedia. «Non riesco a credere a quanto sia accaduto - spiega D’Ambrosio -. Il telefono che squilla, quello che non vorresti mai sentirti dire, da sindaco e cittadino, che ti viene comunicato: è morto un operaio, si chiamava Marco Viviani, 52 anni. È morto sul lavoro, in cantiere, in quell’edificio di Corte Marchetti, simbolo della crisi dell’edilizia, che aveva trovato dopo anni di abbandono un compratore. Il pensiero che va subito alla famiglia, alla moglie, ai figli. Rimbalzo di telefonate, carabinieri, municipale, Asl. Trovato nel buio, accasciato a terra. Non dovrebbe succedere, perché morire sul lavoro è inaccettabile. Il lavoro è il fondamento della nostra Repubblica e democrazia e mai può essere causa di morte. Non ci sono parole, solo un grande vuoto e una grande necessità: la sicurezza sul lavoro è un diritto, al pari del lavoro. Un forte abbraccio alla famiglia: tutta Altopascio è al vostro fianco». —

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