Il Tirreno

Lucca

L’INCHIESTA 

La procura acquisisce i piani legati alla sicurezza

Luca Tronchetti
La procura acquisisce i piani legati alla sicurezza

È stata disposta l’autopsia su Viviani che verrà eseguita domani pomeriggio Sequestrati la gru, l’area prospiciente e il telefono cellulare dell’operaio

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L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo. E la procura della Repubblica ha già aperto un fascicolo per individuare i presunti responsabili della tragica fine di Marco Viviani, 52 anni, di Segromigno in Piano, sposato, due figli, morto a causa del cedimento del braccio meccanico della gru che stava smontando all’interno di un cantiere in Corte Marchetti ad Altopascio. E il nodo principale da sciogliere è legato all’esistenza o meno di documentazione legata alla sicurezza sul lavoro. In buona sostanza il responsabile della sicurezza della ditta Rm di Porcari - rappresentata da Angelo ed Emilio Fornaciari, notissimi imprenditori della Piana da sempre impegnati in iniziative benefiche e a tutela dell’ambiente - aveva predisposto un piano dettagliato con relativa valutazione dei rischi per liberare l’area in questione da quella gru arrugginita che si trovava lì da diversi anni? E se il piano c’è ed esiste perché non sono state messe in atto tutte le procedure necessarie affinché Viviani potesse svolgere quell’attività decisamente pericolosa in assoluta sicurezza? Perché l’operaio si trovava da solo martedì pomeriggio (nei giorni precedenti era stato notato con un collega) e non indossava il casco protettivo (che, tuttavia, non gli avrebbe ugualmente salvato la vita)? Domande a cui dovranno rispondere i tecnici della medicina del lavoro dell’Asl inviati immediatamente sul luogo della tragedia dal sostituto procuratore Antonio Mariotti assieme ai carabinieri della nucleo operativo e radiomobile e della stazione di Altopascio che dovranno effettuare acquisizione di documentazione legata alla sicurezza sul lavoro nella sede della Rm, azienda che dagli anni Settanta è impegnata nella raccolta e nel trattamento di rottami metallici, materiale ferroso, imballaggi e bonifiche ambientali e di amianto e nel trasporto di rifiuti urbani e industriali, anche pericolosi.

SEQUESTRI E AUTOPSIA

Il magistrato ha subito provveduto a far sequestrare l’area dove si trova la gru e il telefonino cellulare della vittima per verificare le ultime chiamate sia in entrata che in uscita. Probabile che abbia già iscritto, come atto dovuto a garanzia degli stessi indagati, l’amministratore delegato e il responsabile della sicurezza della Rm. Anche perché sia l’azienda che la famiglia dell’operaio in veste di parte offesa potrebbero nominare loro consulenti in concomitanza con l’autopsia che sarà eseguita domani pomeriggio all’obitorio dell’ex Campo di Marte dall’anatomopatologo Stefano Pierotti a cui l’autorità giudiziaria conferirà l’incarico nella mattinata di venerdì. Il medico legale ha già effettuato un primo riscontro diagnostico sul luogo del ritrovamento del cadavere. La gru arrugginita era già stata ridotta e il braccio meccanico - che poi si ha ceduto fracassando il cranio dell’operaio morto all’istante - si trova ad un’altezza probabilmente non superiore ai due-tre metri. Stando ai primi accertamenti l’operaio non indossava il casco protettivo, che comunque non gli sarebbe servito in questo caso, ed era da solo a svolgere una mansione decisamente delicata. —

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