Il Tirreno

Lucca

Incendio al Colorificio BL distrutto il magazzino: salve le tinte infiammabili

Gianni Parrini
Incendio al Colorificio BL distrutto il magazzino: salve le tinte infiammabili

La porta tagliafuoco ha impedito al rogo di raggiungere vernici e solventi. Ordinanza cautelativa del Comune per le abitazioni nel raggio di 500 metri

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LUCCA. Sono da poco passate le tre e mezzo di notte, quando il cielo si accende sopra San Concordio, nella zona sud di Lucca. Un incendio è appena divampato nel magazzino del Colorificio Bl Distribuzione, che sorge in via di Mugnano. Il sistema di allarme è entrato in funzione allertando il vigilantes della sicurezza privata e tre persone: un dipendente e due soci dell’azienda. Tutti si precipitano sul posto, vigili del fuoco compresi. Lo spettacolo che questo pubblico strappato al sonno e punto dal freddo si trova davanti è terrificante: nessuno avrebbe mai pensato che i materiali del Bl sarebbero serviti a dipingere la notte con i colori rossastri del fuoco e delle fiamme che si levano in cielo. Le squadre dei pompieri di Lucca, con rinforzi arrivati da Massa e Pistoia, lavorano di buona lena per spegnere l’incendio che è divampato nel deposito della ditta. All’interno ci sono depositi di ferramenta (serrature, lucchetti, ecc) e utensileria (seghe, frese, ecc), carta e cartoni da imballaggio. Ma soprattutto ci sono fusti di vernice, solventi e altre sostanze infiammabile.

Per fortuna quest’ultimo materiale pericoloso è stoccato in una stanza separata e situata sul fondo del magazzino. Dentro ci sono anche 20 fusti da 200 litri pieni di acetilene: se le fiamme fossero arrivate fin lì Lucca avrebbe visto l’alba con qualche ora di anticipo. Ma per fortuna la porta tagliafuoco ha fatto il suo dovere. Ad esplodere sono solo alcuni fusti di tinte per carrozzeria che si trovano nella parte interessata dal rogo: «Ma si tratta di vernici a base d’acqua – spiegano alcuni operai – Non sono tossiche o pericolose». Meglio così. Nell’incertezza sul luogo arriva i tecnici dell’Arpat e pure il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, che vuole accertarsi di quanto sta accadendo e di eventuali rischi per la popolazione. Nei palazzi che sorgono di fronte al deposito, intanto, in molti vengono svegliati dal fragore dell’incendio e ora se ne stanno attaccati alle finestre per assistere allo spettacolo con un misto di sgomento e incredulità.

Le operazioni di spegnimento proseguono per tutto il mattino seguente e terminano verso le 15,30, quando i pompieri iniziano la bonifica. Il magazzino è distrutto: il tetto del magazzino si è sciolto sotto il calore mentre il materiale che era all’interno è irrecuperabile. Nell’edificio adiacente, dove sorgono la vendita all’ingrosso (al piano terra) e gli uffici (al piano superiore), la situazione delle strutture appare migliore ma in ogni caso non ci si potrà lavorare per un bel po’.

«Cosa ha scatenato le fiamme?». Questa la domanda che frulla nella testa di tutti. I vigili del fuoco non si pronunciano in maniera netta. L’unica cosa certa è che non c’è dolo. L’ipotesi al momento più accreditata è quella di un corto circuito al quadro elettrico che collega alla corrente i pannelli solari presenti sul tetto. Ci sarà tempo e modo per accertarlo. Intanto, a titolo cautelativo il Comune ha emesso un’ordinanza per gli edifici che si trovano nel raggio di 500 metri dal dall’incendio: divieto di esposizione di biancheria all'esterno; lavatura delle superfici esterne delle abitazioni (balconi, terrazzi e davanzali); pulizia dei prodotti orto-frutticoli coltivali in zona. —
 

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