Il Tirreno

Lucca

Cardinali, vescovi e tanta gente per l’addio a don Silvio Baldisseri

Francesco Cosimini
Cardinali, vescovi e tanta gente per l’addio a don Silvio Baldisseri

Duomo di Barga gremito per i funerali del prelato morto a 86 anni: a celebrare la funzione il fratello Lorenzo

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Erano stati scelti candidi gigli nel pieno della loro fioritura esaltata dai tenui colori sui petali di altri fiori, ma non mancavano nemmeno un libro liturgico e soprattutto la stola ad adornare con semplicità il feretro di don Silvio Baldisseri, il sacerdote legatissimo al Barghigiano e morto lo scorso 6 gennaio. È stato salutato ieri pomeriggio con una funzione religiosa solenne e maestosa nel duomo di Barga, al stessa chiesa o che il 22 settembre 1956 accolse il giovane religioso, allora ventiduenne, per la cerimonia d’ordinazione sacerdotale retta dall’arcivescovo di Pisa monsignor Camozzo.

A presiedere la concelebrazione del rito funebre il fratello di don Silvio, il cardinale Lorenzo Baldisseri, al fianco del vescovo della Diocesi di Pisa Giovanni Paolo Benotto, il vescovo di Massa Carrara e Pontemoli Giovanni Santucci, il vescovo di Pescia Roberto Filippini, il vescovo di Arezzo Cortona e Sansepolcro Riccardo Fontana ed il vescovo Fabio Fabene, sottosegretario del sinodo dei Vescovi.

Baldisseri era nato il 18 marzo 1936 a Roccalberti, paesino della Garfagnana vicino Camporgiano e aveva vissuto fin dai primi mesi con la famiglia e il fratello Lorenzo a San Pietro in Campo vicino Barga. Comunità lasciata col sacerdozio per svolgere la sua missione nel pisano, con parentesi intermedia di cinque mesi come cappellano a Fornaci di Barga, ritornando nel barghigiano ed esattamente a Loppia dal ’61 al ’72 in qualità di pievano. Poi l’importante capitolo da cappellano in Sant’Ermete di Pisa fino al ‘94, reggendo successivamente la parrocchia a Fornaci di Barga fino al 2008. Davvero densa di comunità la vita di don Silvio conclusa all'interno dell'ospedale di Barga, il San Francesco, nosocomio dove fino all’ultimo ha portato conforto e preghiere ai bisognosi.

Tanti lo conoscevano. Fedeli, amici, catechisti, parenti, molti sacerdoti fra cui tanti dalla Valle del Serchio come i due sul barghigiano ossia don Lorenzo Cartoni e don Stefano Serafini, ma anche presidenti di associazioni o altre realtà locali come l’amministrazione comunale di Barga: tutti, ieri, sedute sulle panche.

Monsignor Benotto, durante l’omelia, ha ricordato il sacerdote come punto a ricercare il bel senso di comunità. Don Silvio era anche fine studioso. Lo testimoniano diversi libri che ha scritto. Uno dice che si era licenziato in teologia alla Università Pontificia del Laterano a Roma con specializzazione ad Istituto di Pastorale in sociologia religiosa, diplomato in archivistica all’Archivio Segreto Vaticano, laureato in pedagogia all’Università di Genova, ed effettuato studi musicali (altra grande passione). È stato anche insegnante di filosofia della religione allo Studio teologico interdiocesano, musica e canto gregoriano al Seminario Maggiore di Pisa, religione nelle superiori pisane. La salma riposerà nel cimitero a San Pietro in Campo. —

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