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Sette intossicati dal monossido di carbonio

Sette intossicati dal monossido di carbonio

Per cinque di loro (padre, madre e tre figli) è stato necessario ricorrere alla camera iperbarica dell’ospedale Cisanello 

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PIEVE FOSCIANA. Inizialmente avevano scambiato quel malessere per un virus influenzale o per un problema gastrointestinale, e il fatto che l’intera famiglia (il padre, la madre, tre figli e i genitori del padre) accusassero lo stesso problema li ha indotti a chiamare il 118. Ed è stato proprio il medico ad accorgersi che no, quelli non erano sintomi influenzali, e sì, si trattava di un’intossicazione, ma non alimentare, bensì da monossido di carbonio.

È successo ieri mattina a una famiglia di Pieve Fosciana, abitante in località Canalecchia: a dare l’allarme è stato proprio il medico del 118, e tutti i componenti della famiglia sono stati trasportati inizialmente all’ospedale di Castelnuovo, mentre nell’abitazione sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco del distaccamento di Castelnuovo (che sono rimasti a lungo sul posto per cercare di individuare la fonte del monossido).

Dopo le prime cure dall’ospedale Santa Croce è stato deciso di trasferire tutti (tranne i nonni, che sono rimasti ricoverati a Castelnuovo, visto che la loro intossicazione era molto più lieve) al Cisanello di Pisa. Qui i genitori quarantenni e i figli (un ragazzo di 15 anni, una ragazza di 13 e una bambina di 6) sono stati sottoposti a trattamenti di ossigenoterapia in camera iperbarica. Comunque le loro condizioni non hanno destato fortunatamente particolari preoccupazioni, visto che sono sempre rimasti vigili e che si è comunque trattato di un’intossicazione moderata, e già nel pomeriggio è statop predisposto un nuovo trasferimento, questa volta da Cisanello alla volta di Castelnuovo, per una valutazione in vista delle dimissioni.

Difficile ancora individuare con esattezza la causa dell’intossicazione. Quasi sicuramente è stata originata dall’impianto di riscaldamento (alimentato dal Gpl), ma resta da capire come, se per un problema di scarico dei fumi, o se per un malfunzionamento della caldaia o chissà per quale altra ragione.

È il terzo grave episodio nell’arco di quattro giorni che ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco di Castelnuovo, dopo le due abitazioni devastate da altrettanti incendi: sabato sera a Camporgiano, dove il fuoco ha devastato un immobile dove in quel momento non si trovava la proprietaria (in questo caso, infatti, l’ipotesi più probabile era quella del corto circuito). Un incendio nel quale però hanno perso la vita gli animali domestici che si trovavano all’interno: un cane, quattro gatti e diversi uccellini.

Nella notte tra domenica e lunedì invece i vigili del fuoco sono dovuti intervenire a Buggina, nel Comune di Castelnuovo, per un incendio che – partito con ogni probabilità dalla canna fumaria – ha provocato danni enormi e reso inagibile un’abitazione, costringendo due famiglie, oltre a subire un’enorme devastazione materiale, a trovare una sistemazione alternativa. —

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