Il Tirreno

Lucca

le voci 

I sogni di chi ci sperava... la casa e aiutare la famiglia

F.S.

Nessuno dei clienti avrebbe fatto spese pazze o cambiato tenore di vita  «Sarei andato a vivere all’estero visto che qui non c’è lavoro per i miei figli»

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lucca. «Se avessi vinto io un milione di euro avrei...». Ieri mattina, nella tabaccheria Trapani di San Filippo, scrigno del tesoro per un unico fortunato vincitore, era impossibile non immedesimarsi in lui. Fra i clienti, arrivati lì per comprare il solito pacchetto di sigarette o acquistare una ricarica per il cellulare, il pensiero più ricorrente, dopo quello dell’identità del vincitore, era immaginare come avrebbero speso tutti quei soldi. «Speriamo di essere noi i fortunati a vincere la prossima volta», dice un’anziana signora ottimista. «Qualche sospetto nel quartiere su chi possa essere c’è - si lascia scappare Filomena Del Prete, che abita nel palazzo di fronte alla tabaccheria - ma non mi faccia dire di più. Ho sempre pensato che questa ricevitoria fosse fortunata. Credo che sia una persona del quartiere. Io il biglietto non l’avevo comprato anche perché non seguo la trasmissione...».

Poco dopo esce una cliente originaria del Sud America: «So che ci sono degli operai che l’avevano comprato, io per la prima volta quest’anno non l’ho preso. Speriamo che a vincere sia stata una persona che ne ha bisogno». Mauro Zanelli invece, il biglietto l’aveva comprato, «ma non ho vinto - dice un po’ abbattuto - altrimenti non sarei qui. Se avessi vinto un milione di euro sarei andato via dall’Italia visto che ho tre figli e qui non ci sono prospettive per quanto riguarda il lavoro». Il via vai di clienti è incessante: il loro sguardo, alla vista del cartello giallo su cui campeggia la scritta “Vinto un milione di euro” è fra l’invidioso e il soddisfatto. Del resto la Lotteria Italia, un gioco che potremmo definire agè - che costringe ad attendere mesi prima di sapere il verdetto a differenza di modalità di gioco pressoché istantanee - ha però ancora la forza di far sentire fortunato non solo il vincitore ma un’intera città. Roberto Lattari, che sta a San Concordio e che non aveva comprato il biglietto, ora “si mangia le mani”. «Per la Lotteria Italia un biglietto lo compro sempre - dice - quest’anno volevo comprarlo a Firenze e poi non l’ho fatto. Non ho mai vinto ma una volta per un numero non ho vinto 50 milioni di lire. Se avessi vinto un milione di euro avrei comprato una casa, a Lucca». Poi, in fila alla tabaccheria, c’è Gabriella Nelli, ex titolare del bar Il Viale sul viale di San Concordio. Lei il biglietto ce l’aveva, comprato a Viareggio, in Passeggiata, due settimane fa. «Io lo compro sempre - dice - quando avevo il bar li prendevo da me ma non ho mai vinto. Spero che sia del posto e che mandi almeno un bigliettino per ringraziarli». Vincenzo Russo invece, con un milione di euro avrebbe aiutato i suoi cinque figli. «Non avrei cambiato vita - spiega - ma avrei messo in condizione la mia famiglia di stare bene. I soldi poi finiscono e i problemi rimangono». Laura Grisetti è un’anziana dell’Arancio e lei un milione di euro lo userebbe per aiutare i bambini dell’Africa ma anche il figlio e la nipote. «Io avrei lasciato il lavoro - confessa Barbara Russo - per dedicarmi al volontariato con la Croce Rossa». Nessuna spesa pazza insomma. Meglio pensare a far quadrare i conti in casa. —

F.S.

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