Il Tirreno

Lucca

il lutto 

Sì è spento, a 86 anni, il parroco don Silvio Baldisseri

Nicola Bellanova
Sì è spento, a 86 anni, il parroco don Silvio Baldisseri

Originario di Camporgiano  aveva iniziato la sua missione pastorale in provincia di Pisa poi una vita nel Barghigiano Domani pomeriggio i funerali

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. Un altro pezzo di storia locale, se ne va. Don Silvio Baldisseri, per oltre quarant’anni parroco sul territorio barghigiano, è morto ieri mattina all’età di 86 anni. Il prelato, uomo di grande cultura e sempre attento ai bisogni delle frazioni in cui ha compiuto le sue missioni pastorali, è spirato in una stanza dell’ospedale “San Francesco” di Barga, dove era ricoverato da qualche settimana per l’acuirsi di alcuni problemi di salute che, negli ultimi tempi, lo avevano costretto a ridurre il suo servizio. Da circa due anni don Silvio era rimasto formalmente in carica come cappellano dell’ospedale e parroco della chiesa di San Francesco, adiacente il nosocomio barghigiano.

Originario di Camporgiano don Baldisseri ha vissuto sempre in prima linea il suo cammino di fede, tanto da influenzare il legame fortissimo con suo fratello Lorenzo, già nunzio apostolico in Brasile e attualmente cardinale con incarichi nell’alta diplomazia vaticana.

Ordinato sacerdote nel duomo di Barga nel 1958, già a 24 anni il suo rapporto con questa terra è stato totalizzante, pur con esperienze varie e sempre intense. L’allora giovane prete, giuridicamente sottoposto all’Arcidiocesi di Pisa, ha prestato servizio al pensionato Toniolo di Pisa, alla chiesa di Santa Cristina, nelle parrocchie di Bientina e Coltano. Dal 1958 al 1959 era stato vicario parrocchiale a Santo Stefano extra moenia e dal 1959 al 1961 è stato cappellano al duomo di Barga e parroco a Renaio. E da qui, non ha più abbandonato la Mediavalle, perché è stato inviato a Loppia prima della parentesi, dal 1972 al 1994, a Sant’Ermete di Pisa. Poi, il ritorno in grande stile a Fornaci, dove diventa arciprete per 13 anni, gestendo le parrocchie del fondovalle barghigiano, facendosi apprezzare da tutta la comunità. Dopo la “ristrutturazione” della Propositura di Barga decisa dall’arcivescovo di Pisa, don Silvio viene inviato come reggente della splendida chiesa di San Francesco e nominato anche cappellano dell’ospedale.

Un uomo sempre misurato, amava scrivere e suonare, forte di una formazione culturale d’altri tempi e molto attento al rapporto con la comunità di parrocchiani e le istituzioni. Ha scritto tanti libri di storia locale, legati ai monumenti cittadini, ma anche alle tradizioni popolari. Ha fondato delle corali polifoniche, organizzato eventi culturali, contribuito alla nascita della storica sagra “Polenta e uccelli” di Filecchio, ed era delegato alla formazione prematrimoniale su tutto il territorio barghigiano.

Tanti i messaggi di cordoglio dei cittadini, legatissimi al prelato dal carattere un po’ schivo, ma che, quando c’era bisogno, era sempre pronto a mettersi a disposizione di tutti. I funerali di don Silvio si terranno nel duomo di Bargadomani pomeriggio. —

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