La manifestazione
Ezechiele, 20 anni di cineforum «E ora festeggiamo Fellini e Sordi»
Il presidente Dotto: «Bene Arté, ma servono le poltroncine. Una nostra sala? Progetto accantonato»
Ha spento 20 candeline il cineforum Ezechiele 25,17 che si snoda tra Lucca (cinema Astra e auditorium San Micheletto) e Capannori (al cinema Arté). Aperto nel 1999 grazie all’impegno di un gruppo di giovani cinefili è divenuto negli anni un’importante realtà culturale, con oltre 1.400 film proiettati e una programmazione di qualità, tra opere prime, classici, documentari, indipendente e versioni originali. Il presidente Maximiliano Dotto parla del 2020 tra novità e conferme. Ripartendo intanto dalle origini cineforum, il cui nome è una citazione di Pulp Fiction di Quentin Tarantino.
«Bisogna risalire a oltre vent'anni fa. Ezechiele è stata la naturale evoluzione di esperienze culturali, non solo in campo cinematografico, di più realtà associative: il gruppo Giovani & Cinema, Progetto Iride, la Gazzetta di Utrecht. Non è stato un fondersi di associazioni in una realtà nuova ma piuttosto più persone, con esperienze culturali simili, anche legate da amicizia, che decisero di provare a fare qualcosa di nuovo a Lucca. C'era già la realtà storica del Circolo del Cinema ma volevamo provare a mettere su un’esperienza più aperta che partendo dal cinema potesse proporre cultura anche a livello più ampio e integrato con la società. In più avemmo la possibilità di rilanciare l'Italia, e l'appoggio del Cinit che ci ha sostenuto dall'inizio». Tantissimi i film passati dagli schermi di Ezechiele, al punto che «non li abbiamo mai contati con precisione - dice Dotto - ma comunque sono almeno 1.400». Da Lucca a Capannori dopo la ristrutturazione del vecchio Supercinema. «Dopo un paio di stagioni di prova abbiamo vinto la gara per la concessione della sala di Arté che scade quest'anno. Una bella esperienza che portiamo avanti con fatica ma con grande passione. Le potenzialità ci sono ed i programmi sono apprezzati. Ma non possiamo nasconderci dietro un dito: il pubblico vuole una sala dotata dei confort di un cinema con le poltroncine. Il Comune sta perfezionando un progetto. Speriamo che sia l'anno buono».
Il trasferimento dall’Italia all’Astra aveva portato ad una protesta degli appassionati di cinema. Ma ora il clima è mutato: «Il cambio, avvenuto a gennaio 2014, è stato per certi traumatico ma anche una sorta di rinascita. Il passaggio a un cinema che proiettava in digitale anzichè in pellicola e a una struttura al passo con i tempi e gestita in modo professionalmente impeccabile. Il cinema Italia, cui eravamo particolarmente affezionati, scontava certamente carenze sotto ogni punto di vista. Certamente abbiamo lasciato là, oltre che un pezzo di cuore anche un po' di libertà organizzativa. La sala la sentivamo un po' nostra. Ma, dopo sei anni, non possiamo che essere soddisfatti».
Si era parlato anche del progetto di un cinema tutto di Ezechiele. Ma Dotto spiega che «a questo punto della nostra storia associativa è un progetto accantonato. Aveva una sua forza e validità quando eravamo all’Italia e più volte provammo a convincere la Curia a darci la piena gestione della sala. Oggi avere una nostra sala vorrebbe dire passare da associazione a impresa e non sarebbe sostenibile. E la realtà che ormai ci siamo cuciti addosso, con le due proiezioni settimanali a Lucca e le tre a Capannori è più che soddisfacente». E i numeri sono la prova della voglia di cinema d'essai.: «A Capannori tra inverno e estate circa 7.800 presenze, a Lucca circa 3.500 spettatori». Lo staff direttivo del cineforum conta una quindicina di persone, più altre in “sospeso”, «tutti appassionati che prestano volontariato culturale, poi abbiamo tre persone a Capannori che invece vengono retribuite». E dopo avere festeggiato i 20 anni quest'anno Ezechiele celebrererà una doppia ricorrenza. «Il centenario della nascita di Federico Fellini e Alberto Sordi. A loro è dedicata la nostra tessera e da gennaio a giugno i nostri programmi avranno questo filo conduttore». —
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