Gioco
Calano i parti, San Luca sotto quota 1.000 Ma in altre zone della Toscana va peggio
Nel 2019 sono nati 988 bambini, con una flessione del 2,5%, lontana dai crolli a due cifre di Pistoia e Grosseto
Negli ospedali toscani nascite in calo tra il 5 e il 10% ma il San Luca tiene meglio di altri, mentre Barga va controtendenza: dopo anni di perdite torna il segno “+”. Il 2019 è stato un anno nefasto dal punto di visto della natalità, ma purtroppo è soltanto l’ultimo di una lunga serie. Nel 2018 l'Italia ha avuto un record negativo di nascite: appena 439.747. E nei primi tre mesi del 2019 i nati sono scesi di un altro 2%. I dati definitivi ancora non ci sono ma c’è una certezza: non siamo mai stati così pochi dal 1861.
La Toscana non fa eccezione, basta dare un’occhiata ai dati: Empoli perde quasi l’11% rispetto ai nati del 2018, e a seguire vengono Grosseto (-10,3%), Pistoia (-10,1%), Prato (-6,6%) e Pescia (-5,30). Il San Luca e il San Francesco di Barga sono in fondo a questa classifica, ovvero sono gli ospedali che hanno accusato meno il calo: Lucca è passata dai 1.014 nati del 2018 agli attuali 988, con una perdita di appena il 2,5%. Poco. Il punto nascite di Barga (vedi box a fianco) fa addirittura meglio: dai 247 parti del 2018 siamo passati ai 250 del 2019 con un +1,2%. Il fatto che le strutture dell’ex Asl 2 abbiano perso meno di altre indica che tali strutture, il San Luca in particolare, sono riuscite ad attirare gestanti da fuori.
Al momento non ci sono dati precisi che permettano di misurare l’attrattività del San Luca ma ce ne sono almeno un paio empirici. Uno è un nome, quello del dottor Gianluca Bracco. Arrivato nella città dell’arborato cerchio nel 2008, l’attuale responsabile di Ostetricia e Ginecologia di Lucca, è uno stimato professionista tant’è che da anni figura nell’Olimpo dei medici più pagati dell’ex Asl 2. Quando Bracco arrivò nel 2008, il Campo di Marte faceva registrare appena 886 parti l’anno. Pochissimi per l’epoca. Al medico fu dato l’arduo compito di risollevare il reparto e l’impresa è riuscita, tanto che fino allo scorso anno Lucca è rimasta sopra quota 1.000. Ora siamo scesi sotto questa soglia, ma siamo in buona compagnia. L’altro elemento di attrattività è dato dal San Luca: una struttura moderna e tecnologica, con cinque sale parto che garantiscono alle future mamme di vivere il momento in modo naturale e familiare.
Non è comunque il caso di abbassare la guardia. In medicina quantità è sinonimo di qualità: meno interventi chirurgici, meno visite, meno lavoro sul campo significa minore esperienza e minore qualità del servizio. I parti non fanno eccezione: chi ne fa pochi rappresenta una potenziale fonte di rischio per cui sarà bene non allontanarsi troppo da quota mille e dalle performance degli altri ospedali capoluogo. C’è un altro elemento di incertezza: riguarda la permanenza del dottor Bracco. Lo stimato ginecologo ha partecipato al concorso per diventare primario di Ostetricia e Ginecologia al Santo Stefano di Prato. Il concorso è in svolgimento: il nome di Bracco è rientrato nella terna da cui il dg dell’Asl Centro Paolo Morello Marchese pescherà, a breve, per scegliere il nuovo responsabile. —
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