Il Tirreno

Lucca

in valle 

Barga torna a crescere dopo otto anni Ma quota 500 è lontana

G.P.

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lucca. La situazione dell’ospedale San Francesco di Barga è particolare: il reparto di Ostetricia e Ginecologia ai tempi di Arturo Viglione era considerato un modello e superava i 600 parti l’anno. È frequente trovare persoone nate negli anni Settanta e Ottanta che pur essendo lucchesissime hanno scritto Barga alla riga “luogo di nascita” sulla carta di identità. Ora invece siamo bene lontani da quota 500, soglia fissata dalle linee guida del Ministero al di sotto della quale i punti nascita sono a rischio chiusura. Tuttavia nel corso del 2019 si è avuta una tiepida inversione di tendenza, passando da 247 a 250 parti. Era dal 2012 che nella Valle il bilancio non era positivo.

Da anni il San Francesco opera in deroga per il cosiddetto “disagio orografico”: in macchina da alcuni Comuni della Garfagnana si impiegano più di 60 minuti per arrivare al San Luca. Per questo l’esistenza del San Francesco è considerata strategica e necessaria, anche se da anni qui non si possono più fare parti a rischio.

Sulla conferma delle deroghe (l’altra riguarda l’Elba) l’ultima parola spetta sempre al ministero, ma per ora ci i cittadini della Valle possono rinfrancarsi con le dichiarazioni della direttrice generale Maria Letizia Casani che in una recente intervista al Tirreno ha confermato di vedere con favore il mantenimento del presidio. —

G.P.

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