Il Tirreno

Lucca

opposizione all’attacco 

«Sulle terme si paga l’eccesso di burocrazia»

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BAGNI DI LUCCA. Sono i tempi e le indecisioni dell’amministrazione, frenata dall’eccesso di burocrazia, la causa del flop del bando per le terme, che ora mette a repentaglio una trentina di posti di lavoro e la principale risorsa di Bagni: è quanto sostengono i gruppi di opposizione, “Un Futuro per Bagni ” e “Progetto Rinascimento”.

«Facendoci portavoce della preoccupazione dei cittadini e dei dipendenti – dicono i consiglieri delle opposizioni – siamo allarmati per questa incertezza, conseguenza di un anno e mezzo di politica attendista e burocratica che, purtroppo, è il marchio di fabbrica di quest’amministrazione. Riteniamo infatti che il bando dovesse essere pubblicato minimo sei mesi prima della scadenza della concessione».

Per le opposizioni, il ritardo poteva essere giustificabile se ci fosse stato un tentativo di ricerca di altri investitori interessati: «Voci di corridoio insistenti, che ci confortavano, parlavano di alcune cordate di imprenditori, tra le quali soggetti politicamente vicini alla maggioranza e territorialmente al comune di Bagni di Lucca. A oggi però tutte queste speranze si sono volatilizzate. Per cui ci chiediamo: qual è stato il motivo di questo incosciente ritardo? E nel frattempo le proroghe di gestione sono state retribuite da un canone di affitto, o anche in questo caso viaggiamo nel campo della nebulizzazione? È urgentissimo e fondamentale che anche le terme non subiscano una chiusura, sia pure provvisoria, come successo in altri casi: sia per i contratti di lavoro (alcuni già scaduti, e altri in scadenza a breve), sia per l’immagine principale di un paese, che ha le terme come motivo di esistenza». —

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