Il Tirreno

Lucca

la storia 

Ada, le mani d’oro di sarta a 93 anni cuciono capi per iniziative benefiche

Emanuela Ambrogi
Ada, le mani d’oro di sarta a 93 anni cuciono capi per iniziative benefiche

Cresciuta in collegio perché il padre era emigrato in Eritrea  imparò a realizzare abiti ancora adolescente. È stata la sua missione per tutta la vita

3 MINUTI DI LETTURA







Ha 93 anni, ma sta ancora alla macchina da cucire e lavora senza occhiali. Come ha fatto in tutta la sua vita da sarta. Oggi però cuce da volontaria, gratuitamente, per aiutare le persone in difficoltà o con problemi di salute nella zona di Fornoli. A gruppi e associazioni che organizzano e allestiscono banchetti di oggetti artigianali vendendo per aiutare i bisognosi, Ada Bettini non lesina aggiustature o cucitura di capi. La sarta vive nella sua casa di via Tovani a Fornoli, dove non rinuncia a gustars puntate di Beautiful o di Forum in tv, e ama fare le parole crociate nel tempo libero dopo la cura della casa e il lavoro alla macchina a cucire. Ogni giorno riceve la visita della figlia Daniela, e spesso anche dei quattro nipoti: Diego, Nicola, Chiara e Andrea. Ma gran parte del suo tempo lo spende per cucire. E lo fa con l’amore e l’entusiasmo di sempre, per aiutare i meno fortunati.

Non è stata una vita facile quella della sarta, nata il 26 agosto del 1926 vicino Pievepelago, in località " le Tagliole" nei pressi del Lago Santo, in provincia di Modena. All'età di 5 anni Ada rimase orfana della mamma Vittoria, insieme a due sorelline più piccole Mery e Marta, che aveva dolo 9 mesi. Il padre, Giovanni, era andato in Eritrea per lavoro, così le tre bambine rimasero con la nonna materna, privata oltre che della figlia anche del figlio, morto a soli 17 anni. «A dieci anni il percorso di mia madre doveva proseguire col collegio delle Orsoline - racconta Daniela, figlia della sarta - ma la mia nonna si impuntò per una scelta diversa, e così nel 1936 mamma entrò in un collegio a Modena vicino allo stabilimento della Maserati. Le comunicazioni con l'Africa erano interrotte, di mio nonno non c' erano quasi mai notizie. Rimase in collegio fino al 1943, poi tornò a casa e cominciò a imparare il mestiere di sarta prima dei 17 anni. Il nonno rientrò alla fine della guerra dopo essere scampato alla fucilazione».

Dopo la guerra, Ada conobbe Amerigo Tognarini e cominciò tra loro una storia d'amore che portò al matrimonio nel 1950. Tognarini decise poi di trasferirsi dalle zone vicine a Pievepelago a Bagni di Lucca, dove suo fratello lavorava in una impresa edile. Al tempo a Bagni di Lucca chi voleva poteva trovare lavoro. Così Ada e Amerigo si trasferirono a località Bagni alla Villa, a villa Maurigi, imponente dimora ducale passata a privati, dove si trovavano molti appartamenti. Nel 1951 ebbero Daniela e nel 1956 Roberto. Amerigo ha fatto il muratore per tutta la vita fino al 1978, quando è scomparso. Ada ha continuato a cucire, non ha mai smesso. A lei nel corso dei decenni si sono rivolte tantissime persone: tutta Bagni di Lucca la conosce, la apprezza per le sue capacità. La sarta ha ancora un sorriso dolce . —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa