Sicurezza
Tambellini e le sfide di Lucca nel 2020 Ecco la strategia per il Campo di Marte
Le destinazioni di Arliano e Maggiano sono la chiave per convincere la Regione a sposare il progetto per l’ex ospedale
Fine anno, tempo di bilanci e di propositi per il futuro. Giunto al settimo anno alla guida dell’arborato cerchio, il sindaco Alessandro Tambellini illustra i suoi progetti per Lucca e annuncia una strategia per convincere la Regione ad assecondare la realizzazione di un centro polifunzionale nell’area del Campo di Marte. Ma andiamo con ordine.
Sindaco come è stato il 2019 per Lucca?
«Un anno positivo per i conti del Comune: nel 2014 con l’armonizzazione contabile dei bilanci delle pubbliche amministrazioni siamo stati costretti a togliere di mezzo una ventina di milioni di euro di crediti non esigibili accumulati nelle annate passate. L’obiettivo era recuperare 700mila euro l’anno e sistemare i conti in 20 anni. Invece ci siamo già riusciti. Tale risultato ci consentirà di spendere il cosiddetto “avanzo di amministrazione”, soldi che negli anni passati erano bloccati dai vincoli normativi».
Bel risultato, ma in concreto i cittadini come misurano questa novità?
«La misurano le tante ditte che lavorano con il Comune e che ora vengono pagate entro un mese. Non abbiamo più dovuto fare ricorso alle anticipazioni di cassa, che in anni passati avevano sfiorato i 26 milioni. Adesso qualcosa in cassa resta e saldiamo tutti subito».
Lucca è tornata a crescere: a novembre ha superato i 90mila abitanti. Era dagli anni ’80 che non si toccavano questi numeri?
«È un risultato che mi dà piacere ed è frutto di una città che si rinnova e attira gente. Ma ci sono dei rischi su cui occorre tenere gli occhi aperti: mi riferisco alla trasformazione degli affitti tradizionali in locazioni turistiche a breve termine. È un fenomeno per certi versi positivi ma su cui vigilare perché non dia luogo a una proliferazione che snatura la città e uccide la residenzialità».
Tra i pericoli c’è anche il fenomeno Amazon.
«Lucca è sempre stata una città commerciale, non oso pensare cosa sarebbe il centro senza i suoi negozi. Così come i quartieri più periferici, dove le attività sono un presidio fondamentale».
Sul Carmine a che punto siamo?
«In passato è stato oggetto di grande preoccupazione, adesso lo è di meno perché attorno alla struttura c’è interesse. Sarà un luogo in stretta connessione con palazzo Guinigi, anch’esso in via di recupero».
Il nuovo bando però non c’è ancora. Temete possa andare deserto come il primo?
«Stiamo valutando bene la situazione. Non è escluso che si possa intervenire con soldi del Comune per portare avanti parte dei lavori ancora da fare (per cui servono 10 milioni, ndr)».
E sulla Manifattura?
«Siamo in attesa di rientrare in possesso dell’area per valutare lo stato dei lavori, poi rifaremo i bandi. Ma di certo non siamo all’anno zero: molto è stato fatto. Si parla tanto di parcheggi alla Manifattura, ma invito i cittadini a riflettere sul fatto che lì si giocherà il futuro della città nei prossimi anni. L’obiettivo dovrebbe essere quello di farne un luogo di altissimo rilievo. I parcheggi verranno ricavati a piazzale Verdi, con lo spostamento del terminal bus all’ex scalo merci della stazione, dove vorremo creare un polo gomma-rotaia. C’è una vecchia pattuizione con Ferrovie, vediamo come poterla definire al meglio. L’obiettivo è realizzare questo spostamento entro il 2021».
Il dialogo con la Regione su Campo di Marte come va?
«Il nostro intendimento è farne un centro polifunzionale dedicato soprattutto alla riabilitazione di alto livello per l’intera Asl. I mancati introiti per la vendita dell’area? Parliamone. L’altro giorno sono stato a rivedere Arliano e Maggiano: se la Regione ci chiedesse di rivedere le funzioni di quelle aree al fine di renderle più appetibili e redditizie per eventuali investitori, noi saremmo pronti a discuterne. Che poi mi domando che senso abbia tenere a Maggiano la scuola per infermieri: sarebbe meglio portarla a Campo di Marte. Così come la sede dell’Arpat». —
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