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Gialdini, dal Moderno alla giuria di Cannes «Vi racconto il futuro del cinema a Lucca»

nicola nucci
Gialdini, dal Moderno alla giuria di Cannes «Vi racconto il futuro del cinema a Lucca»

La famiglia è nello spettacolo da quattro generazioni e lui da bigliettaio è arrivato ai vertici nazionali della categoria «Fra le novità del prossimo anno ci sarà un potenziamento degli spettacoli pomeridiani, che sono molto richiesti»

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L’intervista

nicola nucci

Il cinema è sempre stato una questione di famiglia. Prima il bisnonno materno Mario, poi il nonno Lorenzo, quindi con il padre, il compianto Paolo, infine lui, cresciuto in mezze alle sale, tra pellicole, bobine e locandine di film. Da bigliettaio a gestore di cinema cittadini e multisale fino dall'aprile ad arrivare ai vertici della direzione generale dell’Anec e dell’Anem, le associazioni di categoria delle sale cinematografiche italiane, dopo dodici anni tra Vis Pathé e UCI Cinemas. Una scalata quella di Simone Gialdini, lucchese di 43 anni, che prevede un futuro di rilancio e grandi novità per il cinema italiano. A Lucca intanto continua l’opera di ammodernamento delle sale e magari nei prossimi anni la realizzazione anche di una multisala.

«Il nonno di mia madre ha rilevato il cinema Moderno prima della Seconda Guerra Mondiale e poi l’attività è proseguita con mio nonno materno Lorenzo, con mio padre e mia madre quindi con me a cui hanno trasmesso questa passione e dedizione. La famiglia Gialdini è da 80 anni nel settore come esercenti. Appena ho finito le scuole ho fatto il proiezionista, ho lavorato alla biglietteria e come maschera, respirando il cinema dal basso, a contatto con gli spettatori. Poi a 22 anni ho seguito per conto di una società l’apertura di un multisala a 3 schermi a Livorno: era l’inizio delle prime trasformazioni delle sale cinematografiche. Con la mia famiglia a Lucca abbiamo continuato a gestire i cinema Moderno e Centrale, cui si è aggiunto anche l'Astra che continua fino ad oggi. Oltre ai cinema lucchesi gestisco sale anche a Viareggio, Livorno e Grosseto».

Prima della grande distribuzione c’è stato il cinema d’essai.

«Durante gli studi universitari ho fatto un percorso di formazione sul cinema di qualità, seminari e forum tra cui il più importante nel 2005 a Venezia, un training internazionale cui ho preso parte anche l'anno successivo come formatore del gruppo EuroMed, esercenti provenienti dal Medio Oriente e dai paesi dell'Africa che si affacciano sul Mediterraneo. Dal 2001 al 2006 ho collaborato a Firenze con la principale agenzia di distribuzione di film regionale per entrare poi, nel 2007, come direttore al Vis Pathé di Campi Bisenzio, terzo cinema in Italia. Poi la multinazionale italo-francese ha ha venduto a Uci Cinemas con cui sono rimasto fino al marzo scorso, trascorrendo gli ultimi cinque anni a Milano dove ho gestito anche il cinema di Bicocca, secondo in Italia per numero d'ingressi».

E oggi?

«Sono il principale esperto della nuova legge Franceschini sul cinema per quanto riguarda gli aspetti delle sale cinematografiche e seguo tutti gli incontri delle sezioni regionali sul tema, mi occupo di portare avanti le questioni delle associazioni di categoria per rappresentare tutti gli esercenti dalla piccole sale di provincia alle grandi multisale. Viaggio molto anche in Europa. Non manca mai ai festival e agli appuntamenti più mondani. I convegni e i festival di Venezia e Cannes sono contesti in cui si dibatte sui temi del settore. Ho tenuto anche masterclass alla cineteca del cinema di Bologna, a Lucca e più volte a Parigi. Sono stato anche due volte in giuria a Cannes in rappresentanza delle oltre 3000 sale d'essai europee».

Sono previste novità per i cinema lucchesi?

«Vogliamo continuare l’ammodernamento delle sale e delle attrezzature tecnologiche per mantenere una visione di alta qualità dei film. Dopo quello all’Astra ormai nove anni fa, abbiamo fatto un intervento importante al Moderno lo scorso anno e presto interverremo anche al Centrale per riqualificare l’ingresso con una veste più funzionale e accattivante. Inoltre andremo nella direzione dei motion-poster, ovvero una pubblicità dinamica dei titoli cinematografici che sostituirà la vecchia locandina di carta. Ma le novità sono davvero tante».

Quali?

«C’è voglia di cinema al pomeriggio come una volta. Negli ultimi anni sono cambiate le abitudini, si va sempre meno all’ultimo spettacolo delle 22.30 e cresce il pubblico negli spettacoli pomeridiani. Ci sarà quindi una nuova programmazione con più orari al pomeriggio non solo nel fine settimana. Poi sempre più proiezioni in lingua originale, dopo la risposta positiva con Joker e Tarantino».

Nessun cambiamento quindi della geografia dei cinema cittadini?

«Per il momento no, andremo avanti con progetti di miglioramento, ma senza precludere la strada ad una nuova struttura nella prospettiva di un cityplex, una multisala adatta alle esigenze della città che conferma la sua passione per il cinema. I numeri del 2019 sono significativi, un anno che si chiuderà con un segnale positivo, con un +14 a livello nazionale e una crescita importante anche a Lucca dove di fatto abbiamo sperimentato da qualche anno una programmazione da multisala con diversi film in programma nella stessa sala a orari diversi. Dopo 80 anni sono orgoglioso che il Moderno, da dove tutto è partito, sia diventata una sala competitiva ed accogliente».

Alcuni film tuttavia restano fuori da una programmazione più commerciale.

« In questo senso ci pensano le serate del cineforum Ezechiele e Circolo del Cinema con cui collaboro da anni, che hanno la funzione di recuperare quei titoli che restano fuori dalla programmazione canonica. Ci sarà sempre spazio per il cinema d’autore».

La famiglia Gialdini è tornata a gestire la sua creatura, Estatecinema. Novità in vista?

«Nel 2021 festeggeremo i 40 anni e stiamo già lavorando ad alcune idee. Un appuntamento tradizionale che i lucchesi amano molto come conferma l'elevata partecipazione ad ogni film».

Quali sono i suoi film preferiti?

«Tutti quelli con Bud Spencer, di cui custodisco gelosamente l'autografo avuto quando ero un bambino, il piccolo Lord, e i film di Tarantino». —

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