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Post contro l’azienda su Facebook, l’Asl sospende il primario per 45 giorni

Luca Tronchetti
Post contro l’azienda su Facebook, l’Asl sospende il primario per 45 giorni

La direzione aveva intentato anche una causa per diffamazione contro Fausto Trivella, archiviata dalla procura

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Un post su Facebook rimosso dopo due ore e le scuse pubbliche pronunciate a mezzo stampa qualche giorno dopo durante un'intervista rilasciata al nostro quotidiano non sono bastate al dottor Fausto Trivella, medico pisano e primario di oculistica all'ospedale San Luca per impedire all'azienda Asl Toscana Nord Ovest che ha presentato nei suoi confronti una doppia denuncia: penale con l'accusa di diffamazione e disciplinare avviando un procedimento nei suoi confronti con tanto di convocazione davanti all'ufficio procedimenti disciplinari dell'Asl. Ma se a livello penale la vicenda si è chiusa la vigilia di Natale con la richiesta di archiviazione da parte del Pm Pelosi della procura di Pisa, l'azienda sanitaria non si è uniformata alle decisioni dell'ufficio requirente e ha condannato il noto primario ad una sospensione dalle funzioni e dallo stipendi per un termine di 45 giorni dall'attività lavorativa.

Ma il primario di oculistica - che ama profondamente il suo lavoro - non intende abbandonare per niente al mondo il suo reparto. E siccome la legge consente di convertire la sospensione con una sanzione pecuniaria equivalente allo stipendio relativo al periodo di sospensione, il dottor Trivella verserà oltre 5mila euro nelle casse Asl per pagarsi il suo lavoro. E questo anche se con la sospensione effettuata dal collegio di disciplina (composto da un medico e da appartenenti all'Asl) l'azienda aveva sicuramente già pensato a come supplire dal punto di vista organizzativo alla sua mancanza.

IL FATTO

La vicenda si sviluppa in due fasi. Nella tarda serata del 2 novembre il dottor Trivella pubblica un post ironico e canzonatorio che fa riferimento al Governatore della Toscana, Rossi, all'assessore alla Sanità, Stefania Saccardi, al presidente del consiglio regionale Giani, al direttore generale Letizia Casani e ad altri dirigenti Asl. Dopo circa due ore dalla pubblicazione del post su Fb viene contattato dall'ufficio legale Asl che gli suggerisce di rimuoverlo. E il primario esegue prontamente la richiesta. Alcuni giorni dopo il nostro quotidiano lo contatta per capire meglio cos'era accaduto e il dottor Trivella, spiegando senza negare il tono ironico della frase contenute nel messaggio su Fb, che non era nelle sue intenzioni offendere nessuno e rinnovando l'assoluta stima nel sistema sanitario toscano.

sviluppi giudiziari

Trivella riteneva chiusa la questione confortato dal fatto che l'assessore Saccardi, evocata nel post, era intervenuta alcuni giorni dopo sui giornali affermando l'esistenza di criticità in ordine ai tempi di gestione delle liste d'attesa che era la pietra dello scandalo del post ironico del 2 novembre. Invece il 25 novembre il primario di oculistica del San Luca apprende di una sua convocazione davanti all'ufficio procedimenti disciplinari Asl fissato per il 5 dicembre mentre il 30 novembre viene identificato dalla pg di Pisa perché risulta indagato per il reato di diffamazione ai danni dell'Asl. A quel punto nomina come legale di fiducia Carlo Di Bugno: «Il mio assistito era sconvolto dall'azione giudiziaria combinata ad un'azione disciplinare che ad essa faceva riferimento ipotizzando conseguenze gravissime perché la diffamazione evoca regole deontologiche che possono portare anche alla sospensione o addirittura al licenziamento».

Stando all'avvocato Di Bugno l'Asl ha avviato una sorta di procedimento d'urgenza: «Non è stato facile organizzare la difesa in pochi giorni. - prosegue Di Bugno -. Il mio assistito era stato convocato dall'autorità giudiziaria per l'interrogatorio di garanzia il 10 dicembre per difendersi dall'accusa di diffamazione. La volontà dell'Asl di procedere con urgenza in relazione invece alla richiesta di provvedimento disciplinare si evince dal fatto che non sono stati nemmeno rispettati i termini di difesa (20 giorni) tanto che sono stato costretto a sollevare un'eccezione per poter addivenire a un rinvio fissato il 24 dicembre». Prima di quella data, pochi giorni dopo l'interrogatorio del 10 dicembre, arriva la notizia della richiesta di archiviazione del reato di diffamazione da parte della procura. Scrive il pm: «Come emerge da tenore letterale del post, lo stesso appare critico nei confronti della sanità locale di cui si stigmatizza l'inefficienza attribuendola alla dirigenza amministrativa e politica locale e regionale. Un commento forte nei toni, ma non tale da compromettere la sfera morale dell'Asl perché trattasi di espressioni generiche e superficiali tali da potersi considerare al più un'opinione polemica priva di effettivo contenuto lesivo e in cui neanche la forma lessicale assume connotati aggressivi».

Per la procura quindi non c'è diffamazione e semmai la forma espressiva potrebbe condurre ad un illecito disciplinare più lieve come la sanzione o la censura o al massimo la multa da duecento a 500 euro. «Invece - conclude Di Bugno - la decisione della procura non ha spostato di un millimetro la volontà del collegio disciplinare che ha inflitto 45 giorni di sospensione dal lavoro. Alla luce di questa vicenda il dottor Trivella non ha più chiaro il limite della manifestazione del suo pensiero sospeso tra la sfera giuridica e quella amministrativa. Una cosa è certa: non parlerà più del problema delle liste d'attesa. Un problema che esiste. Il primario aspetterà che la questione venga sollevata da altri soggetti. Perché vista come è andata la vicenda vuole evitare, per dirla alla Fantozzi, di essere crocefisso in sala mensa». —

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di Redazione web