Il Tirreno

Lucca

i ricordi 

«L’avevo visto 20 giorni fa sulle Mura e stava bene»

F.S.
«L’avevo visto 20 giorni fa sulle Mura e stava bene»

2 MINUTI DI LETTURA





lucca. «Correva sempre sulle Mura, giocava a calcio a 7, per dieci anni era stato con noi nel San Marco Fratres. Lo porterò sempre nel cuore...». Le parole sono dell’ex presidente del San Marco Fratres, Michele Lazzarini che, nonostante Alberto Puccetti avesse smesso di giocare nella squadra da diverso tempo, lo conosceva bene e ci era rimasto legato. «Abbiamo fatto tante belle serate insieme - racconta - la prima volta che l’ho visto era in discoteca e poi ha iniziato a giocare nel San Marco nel ruolo di mediano. Era una persona schietta e diretta ed era molto bravo a lavorare sui macchinari come le piccole ruspe. Ci dava una mano anche a tenere in ordine il campo sportivo e una volta ricordo che venne anche a sistemare la corte dove vivo. L’ultima volta l’ho visto una ventina di giorni fa sulle Mura». Per l’assessore Celestino Marchini la morte di Alberto Puccetti ha significato rivivere un dolore fortissimo. L’imprenditore era infatti grande amico di Claudio, il figlio di Celestino travolto e ucciso sulla Circonvallazione l’11 maggio del 2002. «Hanno giocato a calcio insieme - ricorda su Facebook - e hanno lavorato per due anni insieme: in ufficio era uno spasso, avevano sempre la battuta pronta. Non scorderò mai quando un giorno dissi loro di inviare un fax entro mezzogiorno e me ne andai dall’ufficio. Il fax non funzionava, io l’avrei fatto a pezzi, loro non si persero d’animo e telefonarono alla destinataria, quindi andarono in una azienda di fiori secchi a Segromigno, quando arrivarono, Alberto disse alla titolare: “Siamo quelli del fax”. Nel pomeriggio mi raccontarono l’episodio e ci ridemmo per giorni». Nel 2015 Marchini chiamo a raccolta gli amici del figlio «per sistemare un po’ il cimitero dell’Arancio, dove Claudio riposa. Alberto arrivò con il ruspino e lavorò tutto il giorno, insieme a una trentina di amici, per rifare tutti i viali. Alberto era così, era di cuore, aveva un grande cuore, che forse questa volta lo ha tradito. Ora li vedo giocare, insieme, nelle praterie del cielo partite infinite di pallone con gli altri amici che nel tempo, prematuramente, hanno raggiunto Claudio. Mi raccomando, non fate incavolare il Signore che comanda lassù, vi potrebbe mandare al piano di sotto, piuttosto infuocato, anche se sono convinto che la fareste anche a Lui». —

F.S.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa