Il Tirreno

Lucca

«Che bella questa Lucca che cresce Ma stiamo attenti a non perdere l’essenza»

carla guidi ; Carla Guidi è avvocata e presidente del comitato per le professioni ordinistiche di Lucca
«Che bella questa Lucca che cresce Ma stiamo attenti a non perdere l’essenza»

Il dibattito sui dati demografici che vedono la città tornare oltre i 90.000 abitanti: l’intervento dell’avvocata Carla Guidi 

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L’intervento

carla guidi

Questa Lucca che cresce mi entusiasma. Penso alle tante opportunità di chi viene da fuori e trova qui uno spazio in cui vivere. Penso alla magia che possano incontrare le persone venute da lontano nell’imbbattersi in Lucca e in tutta la sua bellezza. Penso ai sogni e alle speranze riposte in una nuova città, un nuovo posto in cui trovare un lavoro, in cui costruire la propria vita, in cui dare un futuro ai propri figli o in cui passare la vecchiaia.

Conosco amici che si sono innamorati di Lucca negli anni è appena andati in pensione hanno deciso di lasciare la metropoli per ritagliarsi un proprio spazio nella nostra città, tanto piccola quanto grande. Una città la nostra che sa essere accogliente ed è questo l’aspetto che più preferisco, è questa la cifra sociale e culturale che la rende unica, autentica, ancora vivibile è accessibile, mentre il mondo intorno si perde, si trasforma, si massifica.

Lucca no. O meglio, Lucca ci prova a non scivolare nel solco in cui sono finite altre città italiane, ben più grandi, troppo turistiche, poco spontanee, poco vere ormai. Dobbiamo imparare per non ripetere: penso al turismo, per esempio. È bellissimo vedere la città piena di persone, è bellissimo attraversare piazza San Michele o piazza Napoleone e incontrare bambini di tutte le età mentre rincorrono un pallone o giocano tra di loro: sono elementi che danno il senso del vivere civile e che migliorano sensibilmente la qualità della vita un luogo, perché subito lo rendono familiare, accessibile, di tutti e quindi anche di chi viene da fuori, resta un periodo e se ne va, oppure decide di restare.

Dall’altra parte dobbiamo stare attenti a non trasformare la città in un luogo solo per turisti, con le case vissute solo durante le vacanze e poi spente per molti mesi all’anno: il turismo di massa finisce per prendere e non dare. L’autenticità e lo stile di vita del nostro tessuto sociale, culturale, economico e aggregativo sono gli elementi che ci rendono oggi preferibili e più abbordabili di tante altre città italiane ed europee è proprio per questo motivo dobbiamo preservarli, salvaguardarli, valorizzarli e proteggerli.

Leggo i dati e vedo che la crescita avviene soprattutto nei quartieri di periferia e allora penso a quanto siano importanti gli interventi e il processo di ricucitura tra il centro storico e tutta l’urbanizzazione che si sviluppa intorno.

Riqualificare le nostre periferie e mantenerle vive, dare a ogni paese, quartiere o frazione pari dignità e la possibilità di trovarvi occasioni di aggregazione, di crescita e di ritrovo, attivare e introdurre nuovi servizi e collegamenti, sono azioni che danno il senso della bellezza della città al pari di piazza San Michele.

Sono tante le sfide che un’amministrazione pubblica si trova ad affrontare: quella della mobilità e dell’ambiente, per rendere Lucca meno intasata di traffico (soprattutto quello dei tir che invadono la circonvallazione), più collegata anche con i mezzi pubblici e anche più ecologica, credo sia una partita da affrontare il prima possibile, per dare a Lucca ulteriori e nuove occasioni di crescita e di futuro, anche occupazionale, ai propri cittadini, vecchi e nuovi.

Lucca cosmopolita. Lucca che dà opportunità. Lucca che accoglie, cresce e si rinnova, ma non perde la propria essenza. —

Carla Guidi è avvocata

e presidente del comitato per le professioni

ordinistiche di Lucca



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