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In 330 al pranzo di Natale di Sant’Egidio «Ci tenevo a ospitare i poveri a casa mia»

Gregorio Andreini
In 330 al pranzo di Natale di Sant’Egidio «Ci tenevo a ospitare i poveri a casa mia»

Per la prima volta, per volontà di monsignor Giulietti, il tradizionale appuntamento si è svolto nella sala dell’Arcivescovato

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lucca. Tutti insieme seduti alla stessa grande tavola nel giorno di Natale. Si è ripetuto anche a Lucca, per circa trecentotrenta persone, l’appuntamento con il pranzo di Natale della Comunità di Sant’Egidio. Per la prima volta quest’anno il pranzo si è tenuto nell’ampio salone del terzo piano dell’Arcivescovato: una location fortemente voluta dall’arcivescovo Paolo Giulietti che ha deciso di ospitare questo momento d’incontro dedicato ai poveri proprio “a casa sua”. Ma non è mancato un secondo pranzo negli spazi della Scuola della Pace al centro parrocchiale di Pontetetto dove la comunità di Sant’Egidio è diventata un punto di riferimento per tante famiglie lucchesi. Con i volontari seduti al loro fianco, i bambini, i giovani della Scuola della Pace della Comunità ed alcuni ospiti del Centro Anziani di Monte San Quirico, hanno condiviso la festa delle feste tante persone italiane e straniere povere, anziani soli e famiglie in difficoltà che vivono ai margini e che non sono state lasciate sole ma hanno avuto un posto speciale alla tavola della casa del vescovo Giulietti. «Il pranzo di Natale era una tradizione che esisteva già prima del mio arrivo - ha commentato l’arcivescovo - ho deciso di farlo all’Arcivescovato perché mi sembrava più significativo ospitarli in casa. Forse dal punto di vista della logistica c’è stato qualche problema in più ma credo che i disagi siano stati compensati dal luogo». Giulietti ha anche aggiunto che «il tradizionale pranzo di Natale organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio è il simbolo di un servizio e di un’attività di sostegno alla povertà che le associazioni portano avanti durante tutto l’anno». Anche il referente lucchese della Comunità di Sant’Egidio, Lino Paoli, ha espresso soddisfazione per la riuscita dell’evento. «Questo - ha spiegato - è il percorso che abbiamo compiuto in questi anni. Stare accanto ai poveri non solo il giorno di Natale ma durante tutto l’anno. Lo facciamo a Lucca con la Scuola della Pace dei bambini, con la mensa dei poveri, stando al fianco degli anziani del Centro Anziani. Quella di oggi è stata una tavola con una familiarità molto grande con tanti posti che abbiamo aggiunto. Ma ciò che ci importa è aggiungere soprattutto qualcuno nel nostro cuore, come se fosse un familiare accolto alla tavola della nostra famiglia». Fra i partecipanti al pranzo c’è Angelo, diventato scrittore dopo che i volontari della Sant’Egidio lo hanno conosciuto e sostenuto con la loro amicizia raccogliendone racconti e storie che lui condivideva con loro. Ma anche l’egiziano Said che ha imparato l’italiano o Roger che proveniene dallo Sri Lanka e che ha raccontato la dignità del suo lavoro di badante nella grande casa di una coppia di signori ultranovantenni. Poi ci sono state le testimonianze di amici storici della Comunità come Piero, Adolfo o Lodino che hanno voluto rimarcare come questo giorno sia un momento da festeggiare sempre al fianco dei loro amici. Presenti ai tavoli al fianco di Lino Paoli e del vescovo Giulietti, il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini e il consigliere regionale Stefano Baccelli. Tutti, proprio come avviene sin dal primo pranzo di Natale a Lucca del 2003, sono stati accolti da un volontario capotavola e insieme a loro alla fine del pranzo hanno ricevuto da Babbo Natale un regalo personalizzato. Il menù di quest'anno prevedeva zuppa di farro, lasagne con ragù o pomodoro, arrosto di tacchino, caciotta e pecorino dei caseifici lucchesi, padellata di verdure e dadini di patate della Garfagnana al forno, panettone e pandoro, frutta secca, spumante, caffè donati da tanti ristoranti e associazioni vinicole del territorio. —

Gregorio Andreini

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