Italia
Colombini: «Come fare cultura senza dilapidare soldi pubblici»
Il promoter organizza per il settimo anno il concerto al Giglio: «Siamo soprattutto noi a promuovere Puccini»
LUCCA. Nessun contributo pubblico. È su questo che “picchia” Andrea Colombini, arrivato al settimo anno con il suo concerto di San Silvestro al Giglio..
Come si fa a far funzionare una formula simile evitando che diventi ripetitiva?
«Innanzitutto cambiando sempre la proposta musicale. Quest'anno per esempio non ci sarà il Gran Gala Lirico con pianoforte in apertura ma ci saranno ben due Swing Bands che eseguiranno, a partire dalle 21, repertori diversi e mai ascoltati (da Ennio Morricone e musiche di Puccini in chiave swing). Poi arriverà l'Orchestra Filarmonica di Lucca, accompagnata da tre splendidi cantanti del nostro Festival (Deborah Vinceti, Diana Kirienko e Giovanni Cervelli), dalle Cornamuse del Primo Battaglione Scots Guards che tornano a Lucca dopo un anno di pausa, dalla trompa Solista di Raffaele Chieli e dalla presenza del mio amico e fratello Meme Lucarelli, grande chitarrista e presentatore della serata. Unito a questo, la a buffet a cura di Tony Lazzaroni, assoluta garanzia di qualità ,e e soprattutto prezzi calmierati visto. Il tutto - sottolineo - senza contributi pubblico, anzi pagando il Teatro senza che nessun ente pubblico ci sponsorizzi o aiuti
Continua a essere convinto che a Lucca si faccia troppo poco per la divulgazione di Puccini?
«Per onestà intellettuale, visto che il Puccini e la sua Lucca Festival organizza ogni anno, e senza contributi pubblici ancora, ben 320 eventi pucciniani e 30 serate di musica classica sinfonica e cameristica, non me la sento di dire che non si faccia abbastanza, anzi. Sta di fatto, dati alla mano, che solo noi - e con la mia direzione artistica - produciamo il 65% di quello che Lucca offre a livello di eventi, mobilitando un pubblico in tutto l'anno di circa 55mila unità. Quello che fanno gli altri è parcellizzato e magari, a parte rari casi, si vede assai meno».
Preferirebbe una fondazione unica della cultura lucchese – con all’interno anche il Giglio – oppure una fondazione unica nel nome di Puccini che coinvolgesse anche Torre del Lago?
«Nessuna delle due: preferirei che gli enti pubblici, invece di gettare soldi in attività culturali e spettacolari, decidessero di finanziare prima ciò che serve a livello di sociale, scuola, lavoro, anziani e formazione per i giovani e supporto al turismo. Poi gettare soldi - se ce ne rimangono - in carrozzoni spesso inutili e spesso macchine di spreco di soldi. Una fondazione unica nel nome di Puccini? Come già accaduto nel 2008, sarebbe solo un altro modo per dilapidare soldi in cose inutili. Nel 2008 si sprecarono 7,8milioni di euro e cosa è rimasto di Puccini a Lucca? Il nostro festival, che di quei soldi (stanziati per il 150° dalla nascita del Maestro)non prese un euro. Lucca ha 87 associazioni culturali, segno di grande vitalità sul territorio: valutiamo ed implementiamo il loro lavoro, invece di creare fondazioni inutili che magari servono solo per creare 10 posti (pagati) di consigli di amministrazione».
Immaginiamo che lei abbia la possibilità di dirigere per un anno il Teatro del Giglio: quali sono le cose che farebbe per prime?
«La prego di accettare il silenzio come risposta. Ho ricette precise e sono sicuro che sarebbero vincenti. Non mi metto certo a sventolarle pubblicamente: se un giorno qualcuno vorrà il mio contributo, che ho ben dimostrato di potere e saper dare in 31 anni di carriera e di grandi eventi realizzati spesso senza soldi pubblici ma contando solo sul pubblico e sull'appoggio delle Fondazione Bancarie che non smetterò mai di ringraziare , ebbene me lo chiederà e deciderò allora di parlale.
Riporterà le guardie scozzesi a Lucca?
«Già a fine anno, i miei più cari amici sul territorio britannico, appunto le Cornamuse del Primo Battaglione Scots Guards, torneranno a Lucca in esclusiva nazionale. Ma ho in programma un tour anche con la Banda Reggimentale al gran completo, per un documentario che verrà realizzato per una rete televisiva internazionale entro il 2021».
Perché ce l’ha così tanto con Mimmo D’Alessandro?
«Mimmo D'Alessandro? E costui chi sarebbe? Non lo conosco e non mi interessa. Sono a favore pieno del Summer Festival e lo trovo bellissimo. Fino a che il Summer, come ogni manifestazione si badi bene, non lede diritti altrui. Una cosa ribadisco: un festival che prende servizi e soldi dal comune, con una società commerciale, deve dimostrare sempre il pieno rispetto verso la città e verso le sue istituzioni, senza forzature e prese di posizione spesso estremistiche. Parlo da cittadino e da ex politico di hobby nonché da persona che in città comunque fa sentire la sua voce e spesso. Il fatto che si scelga di buttare centinaia di migliaia di euro l'anno verso un solo referente, appunto la società che gestisce il Summer, e per esempio non ci sia considerazione per altre realtà, compresa la nostra che la più grande e forte sul territorio di certo lo trovo molto, molto strano. Saranno, come dice qualcuno, scelte politiche ma sono comunque molto strane, mi si consenta. Aggiungo, per onestà intellettuale: ho dovuto obbligatoriamente sottoscrivere, per accedere al bando comunale Vivi Lucca, una dichiarazione contro ogni fascismo, nazismo e discriminazione. Ebbene, siccome noi, che non prendiamo un soldo dagli enti pubblici nonostante i risultati noti a tutti, siamo discriminati da questo atteggiamento (come dal fatto che noi paghiamo il Teatro del Giglio, altri, tra cui la società commerciale che gestisce il Summer, lo hanno gratuitamente) , cosa dovremmo dire, specie quando poi un soggetto, ripeto società commerciale, prende soldi pubblici, spazi gratis e servizi? Chi è il discriminato? Chi è il fascista che discrimina e quindi è da contrastare?». —
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