Il Tirreno

Lucca

dopo l’incidente di via fornacette 

Travolto e ucciso, la lettera di Marchini «L’impegno c’è ma bisogna fare di più»

Celestino Marchini
Travolto e ucciso, la lettera di Marchini «L’impegno c’è ma bisogna fare di più»

L’assessore risponde all’amministratore unico di Lucca Holding Servizi, Luca Bilancioni. Oggi alle 15 i funerali

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Lucca. «Ho letto più volte con angoscia la lettera aperta che mi ha indirizzato Luca Bilancioni e non nego che la mente mi ha portato indietro nel tempo a quel lontano, ma per me vicinissimo, 11 maggio 2002 quando ho perso tragicamente un figlio che attraversava le strisce pedonali». Comincia così la lettera aperta che l’assessore al traffico Celestino Marchini ha scritto in risposta all’amministratore unico di Lucca Holding Servizi, Luca Bilancioni il quale, in seguito alla morte di suo cognato, Leonardo Ghivizzani, 54 anni, travolto e ucciso da un furgone in via Fornacette, aveva chiesto «di fare di più per aumentare la sicurezza dei pedoni». . «Condivido ogni parola che hai scritto - prosegue Marchini - perché lo scrissi anch’io nel lontano agosto 2004 rivolgendomi alla classe dirigente di questo Paese per ricordare loro che le strade italiane all’epoca “producevano” ogni anno circa 7-8.000 morti (quasi uno l’ora), che per chi aveva meno di 40 anni la strada era ed è ancora oggi, purtroppo, la prima causa di morte; che in un anno vi cadevano oltre 100 bambini, circa 2.000 ragazzi da 12 a 24 anni e 2.200 donne.

Oggi quei numeri per fortuna sono calati a circa 3.500 morti di cui circa 50 sono bambini, circa 1.000 sono ragazzi da 12 a 24 anni e circa 1.000 sono donne, ma non basta occorre continuare, come dici te a lavorare per la prevenzione e nella realizzazione di opere atte alla sicurezza. I morti sulle strade, ormai - continua - fanno solo notizia solo per i numeri riportati sulla stampa e sui telegiornali o per la notizia di giornata. “Numeri” impressionanti, raggelanti, terrificanti che generano morte e sofferenze in chi resta, e ti assicuro posso capire il tuo dolore e quello dei familiari e amici».

La lettera di Marchini tocca poi il dramma personale che poi è «la sofferenza di chi resta». «In ogni “strage” si consuma un dramma diverso per chi sopravvive al proprio caro - scrive - ma, di certo, sempre con un impatto devastante. E il peggio deve ancora venire, viene quando chi sopravvive si accorge che la società non ha voglia né tempo di occuparsi di morti, di giustizia, di memoria e di solidarietà. La frase più ricorrente e becera che accompagna nel calvario chi resta è “Tanto nessuno ve lo può ridare”.

È allora che nasce, dal dolore, l’ira: dignitosa o sciamannata, di lacrime o di improperi, produttiva o devastante, cresce nel tempo una rabbia profonda e sacrosanta contro questa società che ha tolto una persona cara, viva, per negare anche il rispetto e la dignità del dolore. Proprio per quanto detto sopra e per quanto hai scritto Luca, hai centrato la questione: oggi abbiamo perso il senso delle cose, del dovere, se pensiamo che la causa principale degli incidenti stradali sono la velocità e la distrazione causata dai cellulari, sembra che la vita altrui non conti niente (questo è un ragionamento di carattere generale e non vuole essere un giudizio per quanto accaduto, so benissimo che a volte l’imponderabile è dietro l’angolo)».

Un altro passaggio dell’intervento dell’assessore è invece dedicato all’attività di prevenzione e sensibilizzazione che lui stesso porta avanti nelle scuole. «Da 19 anni sto dedicando il mio tempo a fare quanto possibile per la sicurezza stradale agendo su un principio al fine di generare positivi effetti secondari: ad esempio se si migliora la condizione viaria delle biciclette e dei pedoni offrendo percorsi protetti (piste ciclabili, navette, ecc...) si creano alternative all'uso dell’auto e si riduce il traffico motorizzato e si aumenta la sicurezza; oppure realizzando zone 30 che permette la coesistenza tra le varie utenze si migliora la sicurezza: le conseguenze degli incidenti sono meno drammatiche; oppure andando nelle scuole a incontrare i ragazzi per ragionare di sicurezza stradale.

a conseguenza, non paradossale, sarà che anche l'automobilista guiderà in una condizione più scorrevole e aumenterà la sicurezza sulle strade. È necessario realizzare strade adeguate al comportamento che vogliamo sia mantenuto dall'automobilista in quel determinato luogo e inculcare, iniziando dalle scuole, il rispetto degli altri. Questa amministrazione ha eliminato oltre 10.000 metri di barriere architettoniche con nuovi marciapiedi e piste ciclopedonali, ha sostituito oltre 1.500 lampioni con nuove luci al Led, ha iniziato a illuminare gli attraversamenti pedonali sulle strade di scorrimento, ha realizzato alcune zone 30 (entro maggio 2020 saranno sette), ma concordo con te, Luca che non bastano, che si deve fare di più. Ogni volta che so di una nuova vittima della strada mi angoscio e mi intristisco sempre di più, ma di una cosa sono certo, il mio impegno non scemerà, lo devo a mio figlio e a tutte le vittime della strada, compreso il tuo amico e cognato. La tua speranza è anche la mia».

I funerali di Ghivizzani sono fissati per oggi alle 15 nella chiesa di San Concordio. —
 

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