Un Santo Stefano speciale a Ruota Il Presepe Vivente compie 30 anni
Il paese pronto al salto nel tempo e a diventare Betlemme Un’intera comunità mobilitata per l’appuntamento più atteso
Meno cinque. Appena cinque giorni ci separano dalla ricorrenza di Santo Stefano, che non sarà il Natale, ma che per la piccola comunità di Ruota, il lembo estremo a sud di Capannori (praticamente in fondo alla via principale del paese si entra in provincia di Pisa), ha un valore speciale. Religioso, ma anche sociale, visto che tutto il paese, 200 anime, si mobilita per un evento che ha tanti epigoni, anche in realtà più importanti, ma che non riescono a eguagliare l’atmosfera, il calore, emanato dal Presepe Vivente allestito nelle vie di questo paesino. Una festa (questo 26 dicembre sarà la trentesima edizione) che viene ripagata dai numeri, con i visitatori che ormai si aggirano su quota 2000, in pratica 10 volte la popolazione del paese stesso.
Giusto quindi rendere merito a chi rende tutto questo possibile. A partire dai personaggi che trasformano il paese in una ricostruzione in scala 1:1 di Betlemme. L’interprete principale è ovviamente lui (che poi, al di fuori della rappresentazione, in realtà è una lei), ossia Gesù Bambino, ruolo interpretato quest’anno da Vittoria Tambellini. A fianco, nella grotta ricostruita a metà di via Don Aldo Mei, Maria, interpretata da Barbara Francesconi, e Giacomo Tambellini nei panni di San Giuseppe. Ma ci saranno anche un’altra Maria e un altro Giuseppe, interpretati da Nicoletta Rosellini e Maicol Gabrielli, che rivestiranno il ruolo nella parte itinerante della manifestazione. Altro ruolo importante naturalmente è quello dei tre Re Magi, che saranno interpretati da Mirko Bernardi, Giuseppe Cipriani e Gennaro Triolo. Poi i componenti del Gruppo Medievale Castel Durante di San Ginese a interpretare i pastori, gli angeli, le guardie, e a raccontare il lieto evento saranno le voci nella grotta di Serena Mei e Marisa Bianchi.
Ma, come detto, tutto il paese sarà un Presepe, grazie alle botteghe e alle rappresentazioni degli antichi mestieri allestiti nelle piazze, nei garage, nelle stesse case. Vi sarà la cereria, con Manuel Pagnucci, Francesca Pagnucci e Massimiliano Mei. Ci saranno le ricamatrici: Catia Giovannelli, Paola Borselli e Donatella dell’associazione La Bubbara di Sant’Alessio, cui si aggiungono anche Morena Martinucci e Linda Bertolli. Ci saranno i giocatori di carte, interpretati da Fornaciari e da Massimo Paolini, la bottega della decorazione delle pietre, con Bruna Battaglini dell’Associazione Presepe di Nicosia. Poi Rosella Zanasi con la sua famiglia, per l’associazione La Ruota di San Leonardo, si occuperà dello spazio dei necci e della rappresentazione del bucato. A preparare i necci ci sarà anche Franco Barsocchi e, restando in tema di cose da gustare, in pizza di Cima di Ruota ci saranno il vin brulè a cura di Andrea Massoni e compagna, poi le mondine del Gruppo Alpini in piazza del Rio e la cucina tradizionale di Ninette Schoenmakers a Casa Linette. Paolo Biagioni si occuperà del forno in piazza del Rio, magari lavorando la farina prodotta nel molino di Vinicio Natali.
Poi il ciabattino Roberto Florio, il fabbro Fritz Karbe, il lavoratore del legno Paolo Massoni, il frantoio a cura di Luigi Pucci, gli arrotini Adolfo Landini, Ivo Mei e Marcello Sorbi. Poi la scuola a cura di Pamela Guasparotti e, ancora, la contadina con le zucche, la battitura del granturco, la cantina e tanto altro ancora e, soprattutto tante altre persone coinvolte.
Ma una citazione speciale la merita Gino Mei (il babbo del presidente dell’Associazione Presepe Vivente Giorgio Mei), che nella sua bottega non farà una ricostruzione del mestiere di corbellaio. No, lui farà proprio quel lavoro, visto che nella realtà è davvero un corbellaio, l’ultimo rimasto a Ruota.
Il momento clou della manifestazione sarà nel tardo pomeriggio, a partire dalle 17, quando ci sarà il viaggio di Maria e Giuseppe attraverso le vie di Ruota/Betlemme alla ricerca di un alloggio. La rappresentazione della Natività, nella grotta, inizierà alle 17,30. Grotta alla quale alle 18 cominceranno ad arrivare i pastori che, dopo mezzora, saranno raggiunti dai Re Magi che scenderanno dalla collina sovrastante il paese.
Ma, ancor prima del momento religioso più importante, già dalle 13,30 il paese farà un salto all’indietro nel tempo, con l’apertura delle botteghe e con le rappresentazioni degli antichi mestieri. E ci sarà anche un momento musicale (alle 15,30) con il concerto di Natale dell’Accademia Kalliope e del soprano Paola Massoni.
Il tutto mentre in cielo, da quest’anno, brillerà la gigantesca stella cometa accesa sulla collina antistante. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google