Sicurezza
Sala gremita per il giallo di Marco Innocenti sugli ambienti di lavoro
lucca. Tante persone per la presentazione del libro del giornalista Marco Innocenti (già caposervizio della redazione di Lucca del Tirreno), dal titolo “Colleghi & carogne” (edizioni Pacini Fazzi), nella sala dell’Accademia di Lettere, Scienze e Arti in Palazzo Pretorio. Come ha spiegato l’editrice Francesca Fazzi, «un romanzo ben scritto, avvincente e fonte di riflessione su più punti. Un libro che può fare la sua figura anche fuori dell’ambito locale». Giudizio su cui ha concordato Francesco Poggi, a lungo curatore del Teatro di Verzura a Borgo a Mozzano, che ha posto l’accento sui temi di stretta attualità che il libro affronta. L’autore è stato interrogato da Poggi e dal giornalista Duccio Casini (già redattore del Tirreno di Lucca). «Non ricordavo di avere tanti parenti», ha detto scherzando Innocenti, colpito dalla sala gremita.
L’ora è mezzo di confronto è andata via leggera e alla fine è stato l’ospite, il professor Raffaello Nardi, presidente dell’Accademia, a concludere. Come ha spiegato Innocenti, che dedica il libro «a tutte le persone preparate e capaci, ma senza santi in paradiso e per questo vessate e discriminate nei luoghi di lavoro», devono far riflettere i motivi da cui scaturisce una “fuga” di massa dal lavoro, accentuata dalla legge 100, in particolare nella pubblica amministrazione che perderà nel 2019 circa 250.000 dipendenti, per arrivare a 500.000 nel triennio.
Ma se c’è questa corsa a uscire dagli uffici anche da parte di chi non fa lavori usuranti, una delle concause può essere l’ambiente in cui da tanto tempo si opera. Uffici dove i rapporti interpersonali sono difficili per mobbing, favoritismi, stalking perfino. È il tema di fondo di “Colleghi & carogne”, romanzo che assume i contorni del giallo. Una storia, ha detto Innocenti, in cui «c’è poco o nulla di autobiografico, ma molto di esperienze e confidenze ricevute in tanti anni di lavoro in diverse città, a contatto con uffici, aziende e istituzioni di ogni genere».
Luoghi, personaggi e fatti non sono quindi reali, ma prototipi elaborati dalla fantasia, certamente nutrita da tante esperienze. Solo nel finale il lettore scopre chi è il mandante e qual è il movente del brutale pestaggio ai danni del direttore, libertino impenitente e amante del lusso, alla guida della società in house di riscossione tributi. —
Emanuela Ambrogi
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