Sicurezza
«Occorre fare di più per aumentare la sicurezza dei pedoni»
Lettera aperta dell’amministratore unico di Lucca Holding Servizi, nonché cognato della vittima, all’assessore Marchini
l’appello
Pubblichiamo la lettera aperta che Luca Bilancioni, amministratore unico di Lucca Holding Servizi e cognato di Leonardo Ghivizzani, scrive all’assessore alla sicurezza stradale Celestino Marchini.
Egregio assessore Marchini, mi permetto di scriverti di vicende private alla luce del nostro rapporto di stima reciproca, nato lavorando fianco a fianco nella gestione della “res publica”, essendo io amministratore di una società partecipata del Comune di Lucca. Sappiamo bene entrambi che il ruolo pubblico suggerisce di tenere sempre ben separata la vita privata, ma certi accadimenti rompono questi confini, ponendo alla coscienza della persona domande che, da privato cittadino, possono riguardare la comunità intera.
Leonardo era mio amico e cognato. Egli era un cittadino lucchese da sempre e a Lucca aveva deciso di impostare la propria vita, la propria famiglia; qua si è sposato, ha avuto due figlie, qua risiedeva. Fin dagli inizi della civiltà, la comunità è nata per proteggere la persona da minacce esterne altrimenti non fronteggiabili dal singolo individuo: la comunità proteggeva dai popoli invasori, dai pericoli della natura, perché una comunità che perde un suo cittadino, perde un suo figlio. Lucca è una città orgogliosa ed indipendente che, anche nei secoli bui, ha saputo sempre difendere i propri cittadini e mi chiedo: è possibile che Lucca non sappia proteggere più i suoi cittadini, banalmente sulla strada? Non sarà che chiunque di noi, a bordo di un’auto, diventa immediatamente una minaccia per gli altri, gli indifesi a piedi o in bicicletta? Sarà mica che il nemico della comunità è ciascuno di noi non appena diventa autista? Non voglio entrare nella dinamica dell’incidente, del quale poco conosco, e dirò una cosa retorica: guardate quanti di noi sono al telefono mentre stanno manovrando 12 quintali su 4 ruote! Chi non conosce la fisica non si rende conto della forza d’urto esorbitante che l’auto ha anche a velocità moderate.
Mi rivolgo a te, assessore Marchini, perché tutti sanno quale sia il tuo impegno nell’ambito della sicurezza stradale e come i risultati di tale azione siano sotto gli occhi di tutti: ma io ti dico che non basta! Quando siamo in una comunità così piccola, le statistiche non esistono: esistono i feriti e i morti che hanno un nome a un cognome e, mai come in questo caso, “uno vale uno”. Il comportamento degli individui è imprevedibile ma lo Stato e gli enti locali devono avere come priorità la sicurezza e la salute dei propri cittadini, garantendo sia il rispetto delle leggi sia il miglioramento delle infrastrutture sul territorio: perché nei quartieri non sono ovunque installati i dissuasori di velocità? In alcune vie di San Concordio ci sono (ad esempio via Urbiciani o via Consani): ogni attraversamento pedonale dovrebbe averne uno, così come dovrebbe essere ben illuminato. Porto all’attenzione di tutti l’importanza delle piste ciclabili, dei marciapiedi, delle transenne parapedonali e degli altri elementi di arredo urbano che migliorano la sicurezza di chi non è dentro le auto. Inoltre a che punto è l’abbassamento del limite di velocità di 30 km/h in tutti i quartieri? I padroni delle strade dei quartieri devono tornare a essere i bambini, le donne, gli uomini, gli anziani e i disabili e non le autovetture, che devono entrarvi in punta di piedi! Non mollate con le campagne di informazione sulla sicurezza stradale.
Concludo, caro assessore, chiedendo a te e alla giunta che la morte del caro Leonardo, così come delle altre vittime di incidenti, serva a dare un’accelerazione alle iniziative in corso, nella speranza che la comunità non debba mai più piangere i propri figli. —
Luca Bilancioni
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